Connettiti con noi

Notizie

Nuovo 5xmille, critiche al Governo

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

ROMA. Il decreto legge 98/2011 ha ribadito la possibilità di destinare il 5xmille anche al finanziamento di attività di tutela e valorizzazione dei beni culturali, ma in una forma del tutto inedita rispetto al passato. Dal modello per la dichiarazione dei redditi 2012, reso noto in questi giorni, emerge che l’applicazione della norma limita fortemente la libertà dei cittadini di scegliere e sostenere un ente non profit che svolge attività di grande rilevanza sociale. Nei nuovi modelli di denunce dei redditi, il 5 per mille sarà devoluto solo al Ministero della Cultura che distribuirà gli introiti ad organizzazioni da individuare con apposito decreto. Il contribuente non avrà, dunque, più libera scelta: è il Ministero della Cultura che incassa le risorse per poi distribuirle ad enti ed associazioni sulla base di propri criteri che dovranno essere successivamente determinati.
L’ITER. E’ stato l’ex ministro Giancarlo Galan a introdurre con la manovra estiva 2011, la legge n. 111 del 2011, la destinazione esclusiva del 5xmille alla cultura al Dicastero competente, che poi lo avrebbe distribuito secondo parametri e condizioni da individuare. Con l’avvento del governo tecnico di Monti, al Ministero dei beni culturali si è insediato il rettore dell’Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi che di fatto non ha modificato alcunché e i modelli per la denuncia dei redditi sono stati stampati con le novità ideata dall’allora Ministro Galan. Intanto, le organizzazioni di settore insorgono.

di Mirko Dioneo

Agenda

Gravetti 18 ore fa

Napoli si candida a Capitale Italiana del Volontariato 2027: istituzioni e Terzo settore per il progetto “Ecosistema Vulcanico del Bene”

medolla 2 giorni fa

La città vista da un’altra prospettiva, i tetti del Duomo di Napoli si aprono alla città

Gravetti 5 giorni fa

Napoli e la sfida di un volontariato strutturato L’INTERVISTA

medolla 7 giorni fa

Bullismo e cyberbullismo: 8 ragazzi su 10 li considerano un problema serio

Salta al contenuto