ROMA. Scuole e università dovranno seguire, d’ora in poi, apposite linee guida del ministero dell’Istruzione per razionalizzare e coordinare i loro acquisti di beni e servizi. E dal 2014 per le istituzioni scolastiche scatterà il controllo dei risultati conseguiti nella spesa al fine di distribuire le risorse per il funzionamento. I più virtuosi avranno di più. Insomma, nel giro di un anno, dovrà cambiare la capacità di gestione dei bilanci da parte delle scuole e dei presidi. Pena la riduzione dei fondi. Un principio che fa discutere, con la ripresa delle lezioni, soprattutto alla luce del fatto che non esiste in Italia un sistema di valutazione che sia in grado di fare misurazioni di questo tipo.
IL TESTO. La rivoluzione è contenuta nella legge di stabilità pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 29 dicembre e in vigore ufficialmente dal 13 gennaio. Ecco cosa dice il testo: “Per gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative e le universita’ statali, tenendo conto delle rispettive specificita’, sono definite, con decreto del ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, linee guida indirizzate alla razionalizzazione e al coordinamento degli acquisti di beni e servizi omogenei per natura merceologica tra piu’ istituzioni”. E “a decorrere dal 2014 i risultati conseguiti dalle singole istituzioni sono presi in considerazione ai fini della distribuzione delle risorse per il funzionamento”.
LA POLEMICA. La polemica e’ dietro l’angolo viste anche le difficolta’ economiche di cui gia’ soffrono le scuole. «Patroni Griffi toglie la maschera e da’ seguito alle logiche premiali introdotte con la Riforma Brunetta della Pa nel 2009- lamenta l’Anief, neonato sindacato molto battagliero nei tribunali- Ma l’unico risultato che si potra’ raggiungere sara’ quello di condannare gli alunni piu’ svantaggiati e i loro docenti a rimanere sempre piu’ indietro».

di Francesco Gravetti

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