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I giovani e la progressiva perdita di valori nel libro di Lucia Cirillo

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NAPOLI. La preoccupante realtà giovanile, la perdita dei valori e il mondo dei social network che sempre più spesso tendono a sostituire la vita reale, sono alcune delle tematiche affrontate dalla giovane scrittrice Lucia Cirillo nel suo primo libro “ I segreti di Manila”.
Lucia Cirillo, scrittrice e giornalista 26enne, da sempre particolarmente attenta al mondo e alle problematiche dei giovani, già nel 2011, con un’equipe di giovani dottoresse specializzate in sociologia e pedagogia, conduce una ricerca volta a dimostrare che la Telemachia, il normale percorso pedagogico caratterizzato dal passaggio dal mondo dell’infanzia a quello adulto attraverso lo stadio adolescenziale, non esiste più.
« I giovani non vivono più la propria età per quella che è» afferma la scrittrice «Ho deciso di scrivere questo racconto per riportare l’attenzione dei ragazzi sui valori fondamentali della vita, offrendo loro un’occasione per riavvicinarsi alla normalità ormai persa.»
“ I segreti di Manila” (edito dalla casa editrice Graff per la collana Nasiallinsù) racconta sotto forma di diario l’adolescenza di Ester, 14enne autoironica e frizzante che, al mondo dei social network , preferisce trascrivere le proprie esperienze e riflessioni al suo diario. «Il messaggio che voglio dare ai giovani è che le brave ragazze esistono ancora e sono le semplici adolescenti che vanno a scuola». Attraverso il diario, il lettore accompagna Ester nel corso di tutta la sua adolescenza incontrando diverse problematiche che spaziano nei più variati campi e che gli offrono un continuo spunto di riflessione: dall’importanza della famiglia alla ricerca continua della perfezione, dalla disabilità e alla religione. Ester, che è possibile definire quindi l’anti Melissa P, vive la normalità dei suoi anni in contrasto alla tendenza che porta i ragazzi di oggi a vivere di eccessi. Lucia Cirillo promuove inoltre un progetto educativo dal titolo “Vi raccontiamo il diritto alla normalità”, presentato alle amministrazioni comunali e alle scuole secondarie «perché credo che la normalità e la Telemachia nell’adolescenza sono diritti».

di Mirella Soprano

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