Comunicare il sociale http://www.comunicareilsociale.com IL TERZO SETTORE FA NOTIZIA Mon, 06 Jul 2020 15:41:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 http://www.comunicareilsociale.com/wp-content/uploads/2016/05/cropped-comunicare-il-sociale-icona-32x32.jpg Comunicare il sociale http://www.comunicareilsociale.com 32 32 Emergenza sanitaria nel continente africano. L’attività di Gma Napoli in Etiopia http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/06/emergenza-sanitaria-nel-continente-africano-lattivita-di-gma-napoli-in-etiopia/ Mon, 06 Jul 2020 15:41:26 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59755 Una condizione pregressa di povertà assoluta che la pandemia da Covid-19 sta ora ulteriormente ingigantendo, andandosi diabolicamente ad accanire contro chi ogni giorno è già costretto a lottare solo per racimolare qualcosa da mangiare o pregare per accedere alle scarsissime cure sanitarie. Di tutto ciò ne sono ben consapevoli i volontari di Gma Napoli, che […]

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Una condizione pregressa di povertà assoluta che la pandemia da Covid-19 sta ora ulteriormente ingigantendo, andandosi diabolicamente ad accanire contro chi ogni giorno è già costretto a lottare solo per racimolare qualcosa da mangiare o pregare per accedere alle scarsissime cure sanitarie. Di tutto ciò ne sono ben consapevoli i volontari di Gma Napoli, che da decenni nei villaggi più remoti dell’Etiopia portano avanti opere di scolarizzazione in favore dei bambini e di sostegno umanitario. La nuova emergenza da Coronavirus va ad aggiungersi a quelle antecedenti mai davvero risolte, in una delle nazioni più povere del continente africano e un tempo colonia italiana. Fiutato l’enorme pericolo, dalla Gma Napoli, fondata da Nunzia Gatta e (che sede in via San Nullo, a Licola nel giuglianese, stanno portando avanti il progetto denominato Etiopia#covidfree in favore degli abitanti dei distretti di Halaba, Asella e ora Shashamane, località quest’ultima a Sud del Paese e che dista 250 km dalla capitale Addis Abeba. «Mantenere il distanziamento sociale in quelle località è praticamente impossibile, ci sono classi anche di 80/100 bambini ora a rischio dispersione scolastica perché la pandemia ha costretto il governo a sospendere le lezioni per il rispetto della quarantena.

L’alternativa per questi minori è la strada. La scuola dovrebbe riprendere a settembre, ma in che condizioni resta un’incognita, il pericolo di contagio è molto alto» lancia l’allarme Laura Longo, giornalista pubblicista e volontaria di Gma Napoli in diverse occasioni recatasi in Etiopia dove con una cadenza trimestrale, di volta in volta, sostituendo chi ci è stato in precedenza, approdano per la cooperazione i ragazzi del servizio civile, medici, insegnanti coinvolti nel progetto.

«Mettere in campo le opere di sanificazioni e di sorveglianza epidemiologica per contrastare il Covid 19 è molto complicato in Etiopia – insiste Longo – A tale scopo è aperta la campagna gofoundme (gofoundme.com è la piattaforma che rimanda al progetto Etiopia#Covidfree ndr.), una raccolta fondi a sostegno di una popolazione già provata dalle sofferenze dovuta alle precarissime condizioni igienico-sanitarie. Il cibo e l’acqua scarseggiano, tanti bambini vivono in capanne senza luce che le piogge spesso spazzano via.Con le donazioni, possiamo salvarne tanti».

GmaNapoli punta anche sulle adozioni a distanza dei bambini: bastano 300 euro all’anno per determinare per loro un futuro, contribuendo così a costruire la prossima classe dirigente dell’Etiopia permettendo ai giovani di accedere al mondo universitario e del lavoro, decisamente precario a queste latitudini. «Ed è su questo che bisogna puntare per non sprecare tutto il lavoro fatto in decenni da GmaNapoli in Etiopia» afferma la ginecologa Maria Luisa Porzio, che ha visto con i propri occhi operando nei villaggi cosa voglia dire nascere, non per propria colpa, in una delle parti più diseredate del globo.

«Il rapporto tra operatori sanitari e 1000 abitanti in Etiopia è di 0,1, relegando il Paese al 175 esimo posto su scala mondiale. È un dato significativo, vuol dire che tantissimi bambini, ma anche adulti, non possono accedere alle cure mediche, spesso eccessivamente costose. Se tanti etiopi non riescono ad avere cibo e acqua, è ancora più complicato per loro acquistare una mascherina per prevenire il contagio da Coronavirus. La situazione a Shashamane e altrove è questa, dovremmo ricordacelo anche quando ci lamentiamo noi delle limitazioni imposte dal Covid 19» dice ancora Maria Luisa Porzio.

Con enormi sacrifici, Gma ha realizzato nel tempo 3 case famiglie destinate all’accoglienza dei ragazzi oltre ad aver permesso ai bambini di dotarsi di una divisa scolastica da indossare durante le lezioni condotte da insegnanti spesso non pagati per la scarsità di fondi. Ora è in costruzione a Shashamane una quarta casa famiglia, con l’idea di destinarla alle bambine la cui unica alternativa è la strada o al massimo qualche matrimonio combinato. Maria Luisa Porzio dà un ulteriore visione necessaria a capire il quadro d’insieme dell’Etiopia dal punto di vista medico e sanitario.

«Nel Paese, ancora oggi, si muore per malaria, per malnutrizione e non certo solo per il Coronavirus».


Quanti etiopi hanno contratto o rischiano di contrarre il virus? «Difficile saperlo perché stime ufficiali o anche ufficiose mancano, è questo il perimetro entro cui ci si muove», risponde la ginecologa. Eppure, la sede dell’Unione Africana si trova proprio Addis Abeba, il governo presieduto da Aby Ahmed Alì, peraltro premio Nobel per la pace nel 2019, ha lanciato un ambizioso piano di sviluppo economico del Paese e, soprattutto, dal 2017 il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità è l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus. Ma i principali attori della geopolitica e gli esponenti delle più altre cari- che ai più alti livelli non devono affrontare la fame come gli abitanti di Halaba, Asella e Shashamane relegati nell’angolo più remoto della Terra inghiottiti da un’invisibilità dalla quale solo i volontari di GmaNapoli riescono, in parte, a farli uscire.

di Antonio Sabbatino

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DA SAN GIOVANNI A TEDUCCIO UN ARCOBALENO A FARE DA PONTE CON LA CITTA’ http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/06/da-san-giovanni-a-teduccio-un-arcobaleno-a-fare-da-ponte-con-la-citta/ Mon, 06 Jul 2020 12:12:25 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59765 Sostituire il grigio con i colori e riempire di luci il buio della notte. Domani sera 7 luglio, a partire dalle 20.30, i muri esterni della Fondazione Famiglia di Maria si illumineranno di led colorati per accendere anche simbolicamente i riflettori sulla zona di Napoli Est e intensificare il dialogo con la città e la […]

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Sostituire il grigio con i colori e riempire di luci il buio della notte. Domani sera 7 luglio, a partire dalle 20.30, i muri esterni della Fondazione Famiglia di Maria si illumineranno di led colorati per accendere anche simbolicamente i riflettori sulla zona di Napoli Est e intensificare il dialogo con la città e la sua cultura. L’installazione delle luci, sponsorizzata da Unicoenergia, sarà attiva tutti i giorni per un mese dalle 20.30 alle 2 di notte. L’accensione delle luci sarà accompagnata dal pianoforte del maestro Pasquale Cirillo di Napulitanata che suonerà pezzi di musica classica napoletana.

“Napoli è mille culure – commenta la presidente della Fondazione Anna Riccardi – e grazie a Unicoenergia illumineremo via Salvatore Aprea a San Giovanni a Teduccio con il rosa e l’azzurro, i colori della fondazione. Sarà un arcobaleno di energie positive con l’incrocio dei bambini, le loro famiglie e l’intera città di Napoli che arriverà in periferia. Ringrazio l’amministratore Aldo Arcangioli che ha dimostrato una grande sensibilità sostenendo questo progetto”.

“La filosofia di Unicoenergia è diffondere una nuova cultura dell’illuminazione, che tenda a valorizzare lo splendore del territorio, donando una nuova luce alla storia e alla bellezza dei luoghi della nostra città. Per noi è un piacere dare il nostro contributo all’iniziativa ‘La Fondazione s’Illumina’ promossa dalla Fondazione Famiglia di Maria, faro di speranza e bellezza nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Da sempre ci stanno a cuore le iniziative sociali che, come questa, intensificano il dialogo con la città” dichiara l’amministratore di Unicoenergia Aldo Arcangioli.

La Fondazione Famiglia di Maria opera nel territorio di Napoli Est in favore di minori e famiglie con disagi socio-economici per aiutarli a sviluppare valori di solidarietà, rispetto reciproco, legalità e non violenza, in una zona, il rione Villa, caratterizzata da abitazioni di edilizia popolare spesso lasciate all’incuria o case storiche ma di impianto e derivazione sub proletaria. Una condizione che si sviluppa in un’area potenzialmente bellissima, in quanto si affaccia sul mare, ma vessata anche da condizioni gravissime di inquinamento industriale, con livelli occupazionali bassissimi e un grado di istruzione e scolarizzazione al di sotto della media che raccontano un territorio che ha come esigenza primaria quella del riscatto e dello sviluppo.

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Pubblicato un nuovo volume di Cesvot. Il volontariato aziendale come opportunità per profit e non profit http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/06/pubblicato-un-nuovo-volume-di-cesvot-il-volontariato-aziendale-come-opportunita-per-profit-e-non-profit/ Mon, 06 Jul 2020 10:01:49 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59752 “Il volontariato aziendale” è il titolo dell’ultimo volume edito da Cesvot nella collana “I Quaderni”. Scritto a quattro mani da Stefano Martello e Sergio Zicari contiene una proposta di incontro progettuale e operativo tra profit e non profit per attuare e sviluppare il volontariato in azienda affinché venga favorita la partecipazione attiva e concreta del personale dipendente alla vita della comunità locale […]

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“Il volontariato aziendale” è il titolo dell’ultimo volume edito da Cesvot nella collana “I Quaderni”. Scritto a quattro mani da Stefano Martello e Sergio Zicari contiene una proposta di incontro progettuale e operativo tra profit e non profit per attuare e sviluppare il volontariato in azienda affinché venga favorita la partecipazione attiva e concreta del personale dipendente alla vita della comunità locale o al sostegno di una organizzazione non profit.

Punto di partenza e di riflessione per gli autori sono stati i dati emersi da una ricerca condotta da Sodalitas nel 2018 in collaborazione con GfK Italia, nella quale si evidenzia che, dal 2013 al 2018, il 61% delle imprese ha promosso attività di volontariato d’impresa e che un terzo delle aziende sono medio piccole. Si tratta di un’attività solidale nuova e poco esplorata nel panorama italiano, che sino ad oggi è stata caratterizzato da una pluralità di singole iniziative ma di fatto carente di strategie di medio e lungo periodo e alla quale gli autori hanno provato a dare sistematicità creando un modello e una prassi codificata di volontariato aziendale.

Nel volume, gli autori accompagnano il lettore in tutti i passaggi utili per la realizzazione di un progetto: dall’individuazione degli obiettivi alla misurazione e valutazione dei risultati raggiunti sia dal punto di vista delle imprese sia dal punto di vista delle organizzazioni non profit. I capitoli sono corredati da schede esemplificative che possono agevolare nelle varie fasi.

Al termine della parte teorica il volume vanta un’ampia parte dedicata alle case history che possono essere utili per verificare come sono stati affrontati e gestiti progetti di successo da parte di aziende e organizzazioni non profit che hanno già maturato quest’esperienza.

Gli autori: Stefano Martello, giornalista e comunicatore, si occupa di comunicazione integrata, con particolare attenzione ai temi del crisis management e della comunicazione per il terzo settore.
Sergio Zicari (1951), consulente comunicazione e marketing, è da sempre attivo nel Volontariato, dove attualmente ricopre i ruoli di membro della Direzione Divisione Donazione della FIAS – Fondazione Internazionale Assistenza Sociale e di Responsabile Comunicazione dell’Istituto Buon Samaritano. Entrambi sono autori di numerose pubblicazioni Cesvot.

Il Quaderno è disponibile e scaricabile gratuitamente in formato pdf, previa registrazione all’area riservata MyCesvot, a questo link. Nell’area riservata è inoltre possibile richiedere una copia cartacea del volume compilando il modulo online.

da: https://www.cesvot.it/comunicare-il-volontariato/news-e-comunicati-stampa/pubblicato-un-nuovo-volume-di-cesvot-il-volontariato-aziendale-come

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Cittadini e associazioni giardinieri fai da te http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/06/cittadini-e-associazioni-giardinieri-fai-da-te/ Mon, 06 Jul 2020 09:56:44 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59748 Da San Pietro a Patierno ai Colli Aminei, da Scampia alle Case Nuove. Da un quartiere all’altro è un fiorire di volontari-giardinieri che si prendono cura degli spazi verdi. Iniziative che vedono protagonisti cittadini e associazioni nell’opera di tutela e salvaguardia dei beni comuni, data l’assenza di giardinieri comunali (andati in pensione, diminuiti o ridotti […]

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Da San Pietro a Patierno ai Colli Aminei, da Scampia alle Case Nuove. Da un quartiere all’altro è un fiorire di volontari-giardinieri che si prendono cura degli spazi verdi. Iniziative che vedono protagonisti cittadini e associazioni nell’opera di tutela e salvaguardia dei beni comuni, data l’assenza di giardinieri comunali (andati in pensione, diminuiti o ridotti a zero. 

LE INIZIATIVE – «Non percepisco reddito di cittadinanza, lavoro come chef e lo faccio per ridare dignità al quartiere». Ciro Castelli è un residente del Rione Monterosa a Scampia, che si è rimboccato le maniche per curare la manutenzione della pineta di via Gran Sasso. «Era diventata uno scempio – dice – di sera scorrazzano scooter, di giorno i soliti incivili non rimuovono gli escrementi dei cani e nel weekend c’è il bivacco di ragazzini che mangiano, bevono e sporcano le aiuole». Un progetto, quello promosso da Ciro, nato sul gruppo Facebook Sei del Monterosa. 

A San Pietro a Patierno i volontari dell’associazione Oltre il Giardino coordinati da Gesco per la campagna “Adotta uno spazio verde” e in collaborazione con il Comitato di Tutela Ambientale di San Pietro a Patierno, hanno ripulito il parco Aquino, mai riaperto dopo il lockdown. «Tutti devono contribuire a mantenere la città pulita e vivibile – dice Sergio D’Angelo, presidente Gesco – non basta la manutenzione straordinaria, serve un’attenzione quotidiana». 

In prima linea anche l’Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente Fondali Marini. «Siamo intervenuti insieme ad Asia e alle Municipalità competenti nei giardini di via Aniello Falcone, in piazza Quattro Giornate e con il Rotaract Castel dell’Ovo in piazza Vittoria, ma anche in via Cupa Imparato e via Pietravalle», dice il presidente Vincenzo Desidery.

Giardinieri “fai da te” anche alle Case Nuove. «Grazie alla collaborazione con gli assessori alla scuola e all’ecologia della II Municipalità Susy Cimminiello e Luigi Petroli – dice Bianca Esposito, di Obiettivo Napoli onlus – abbiamo iniziato le attività di diserbo e cura del verde all’asilo nido San Marcellino e all’istituto comprensivo Borsellino con i nostri volontari in esecuzione penale esterna».

di Giuliana Covella

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Don Diana Day, Cafiero de Raho: «Don Peppe è stato la spinta al cambiamento» http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/06/don-diana-day-cafiero-de-raho-don-peppe-e-stato-la-spinta-al-cambiamento/ Mon, 06 Jul 2020 09:31:49 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59744 Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto al ‘Don Diana Day’, giorno in cui si ricorda il compleanno del sacerdote ucciso dal camorra casalese e si consegna, in una cerimonia ufficiale, il ‘Premio nazionale don Diana- Per amore del mio popolo’. Cerimonia alla quale sono intervenuti oltre a Speranza, il procuratore Nazionale Antimafia Federico […]

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Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto al ‘Don Diana Day’, giorno in cui si ricorda il compleanno del sacerdote ucciso dal camorra casalese e si consegna, in una cerimonia ufficiale, il ‘Premio nazionale don Diana- Per amore del mio popolo’. Cerimonia alla quale sono intervenuti oltre a Speranza, il procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, il referente provinciale di Libera Caserta, Gianni Solino, e il coordinatore del Comitato don Peppe Diana, che gestisce il bene, Salvatore Cuoci. Il riconoscimento, istituito nel 2011, è stato consegnato al procuratore di Benevento Aldo Policastro, a Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud e al Team medico sanitario del professor Paolo Ascierto. Per la sezione Menzioni Speciali, il , dal titolo “Information Critique”.

“Don Diana è stato la spinta al cambiamento e i premi che si consegnano oggi sono un’ulteriore spinta a fare meglio e di più”. Così il Procutatore Nazionale Antimafia Cafiero de Raho a Casal di Principe, dove ha partecipato alla cerimonia di consegna dei premi alle personalità che si sono contraddistinte in questo anno in memoria di don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra nel 1994.
    “Il clan dei Casalesi – prosegue De Raho – non è morto, c’è ancora un’organizzazione viva, ci sono ancora delle ricchezze che bisogna individuare e quindi avere consapevolezza che c’è ancora molto da fare e c’è bisogna di continuità “.

di Luca Leva

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Indagine sierologica, l’allarme della Croce Rossa, Tangredi: «Indisponibilità a sottoporsi al prelievo perché un eventuale positività presupporrebbe la quarantena» http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/06/indagine-sierologica-lallarme-della-croce-rossa-tangredi-indisponibilita-a-sottoporsi-al-prelievo-perche-un-eventuale-positivita-presupporrebbe-la-quarantena/ Mon, 06 Jul 2020 09:18:32 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59741 Una campagna sulla sieroprevalenza lanciata nelle scorse settimana dal Ministero della Salute che sta «incontrando diverse difficoltà». Una su tutte, «l’indisponibilità delle persone a sottoporsi al prelievo perché un eventuale positività presupporrebbe la quarantena. Cosa che nessuno vorrebbe andare, soprattutto in questo periodo estivo in cui le attività e la vita in generale sono ripartite». A […]

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Una campagna sulla sieroprevalenza lanciata nelle scorse settimana dal Ministero della Salute che sta «incontrando diverse difficoltà». Una su tutte, «l’indisponibilità delle persone a sottoporsi al prelievo perché un eventuale positività presupporrebbe la quarantena. Cosa che nessuno vorrebbe andare, soprattutto in questo periodo estivo in cui le attività e la vita in generale sono ripartite». A sottolineare una certa scarsità di risultati anche in Campania sull’indagine per meglio comprendere l’attuale stato dell’epidemia di Coronavirus in Italia è il presidente regionale della Croce Rossa Italiana, l’avvocato Stefano Tangredi.

In Campania, attraverso l’Istat, sono state individuate 11.000 persone residenti in 133 comuni della regione come idonee a dare risposte concrete dopo l’effettuazione del test sierologico. Ma l’iniziativa promossa dal Ministero della Salute e sostenuta dal Comitato Tecnico Scientifico che lavora a stretto contatto con il ministro Speranza e i suoi collaboratori non sta facendo breccia nei cittadini, almeno in questa fase. La consapevolezza sulla prevenzione della diffusione del Covid-19 appare ancora bassa nonostante il tributo di morti pagato dall’Italia.

A testimoniarlo, è il prolungamento dell’arco temporale della campagna che in realtà sarebbe dovuta terminare già da diverso tempo. Un ulteriore elemento di delusione, aggiunge Tangredi, «e mi duole dirlo, è un’alta reticenza dei giovani a sottoporsi alla prova: la fascia che va dai 13 ai 17 anni ha aderito scarsamente alla campagna. Peccato, perché la Regione Campania ha fatto uno sforzo enorme, mandando lettere ai medici e ai sindaci».

La Croce rossa italiana regionale dispone di un team di 30 volontari addetti al call center attraverso il quale contattare le persone coinvolte nella campagna. E anche qui, afferma Tangredi, «scontiamo dei problemi». Dal campione di 11.000 persone infatti, ne mancano all’appello «2500 di cui il Ministero non ci ha mai fornito i numeri di telefono». L’indisponibilità per un eventuale periodo di quarantena a cui sottostare in caso di positività al test di sieroprevalenza, è una motivazione che proprio non va giù al presidente della Croce rossa italiana regionale.

«A mio modo di vedere non è un ragionamento giusto perché piuttosto di appurare una eventuale positività si preferisce continuare a girare e contagiare le persone se si è positivi. Con il prelievo e la compilazione di un questionario si darebbe una grossa mano anche al Cts nello studio dell’andamento del contagio da Coronavirus. Purtroppo – si rammarica Tangredi –  C’è scarsa coscienza e molta ignoranza». 

di Antonio Sabbatino

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#WORLD KISSING DAY: il bacio ai tempi del Coronavirus http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/06/world-kissing-day-il-bacio-ai-tempi-del-coronavirus/ Mon, 06 Jul 2020 08:45:28 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59735 In Italia, così come in Spagna, è abitudine salutare l’altra persona con due baci sulle guance. Lo stesso vale per la Francia, dove però il numero di baci varia a seconda della regione. In Germania, Polonia, Canada e Stati Uniti è abitudine salutarsi con un abbraccio. Paese che vai, usanza che trovi. Arriva la Giornata […]

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In Italia, così come in Spagna, è abitudine salutare l’altra persona con due baci sulle guance. Lo stesso vale per la Francia, dove però il numero di baci varia a seconda della regione. In Germania, Polonia, Canada e Stati Uniti è abitudine salutarsi con un abbraccio. Paese che vai, usanza che trovi. Arriva la Giornata Mondiale del Bacio (o International Kissing Day), istituita nel 1990 in Gran Bretagna e da allora diventata una piacevole moda, anche social, celebrata ogni 6 di luglio. Scatti di baci appassionati tra innamorati, baci famosi nel mondo dell’arte o del cinema campeggiano sulle pagine di tanti utenti in tutto il mondo con l’hashtag #worldkissingday.

Un gesto dai mille significati, che oggi più che mai assume anche un carattere scientifico: scambiarsi un bacio, infatti, può portare molti benefici anche per la salute. La Cooperativa Sociale onlus Eco, in tempi di coronavirus, ha provato a declinare il nuovo senso pedagogico del bacio guardando alle conseguenze che il Covid 19 ha avuto sulle relazioni umane e affettive. Ciò attraverso un video che declina il bacio in tutte le sue accezioni, l’affetto tra due innamorati, l’affetto filiale, quello tra amici, e così via.

“Quest’anno – sostiene Anna Maria Silvestri, Psicologa Psicoterapeuta –  la giornata mondiale del bacio inevitabilmente porta con sé una riflessione su quello che è il nuovo concetto di amore ai tempi del Coronavirus. Bisogna fare i conti con l’esigenza, seppur temporanea, di vivere un sentimento senza baci, abbracci o gesti di affetto e di mantenere le distanze. Durante la pandemia, le coppie non conviventi – si pensi all’inizio di un nuovo rapporto posto in stand-by dal Covid – hanno affrontato molti cambiamenti, che riguardano la possibilità di continuare a sentirsi in una relazione esclusiva, interessando in particolare la sfera della sessualità, l’intimità e la progettualità. Il contatto “intimo” è garantito solo dalle videochiamate o dalla messaggeria istantanea, modalità di comunicazione tipicamente ritenute social e, quindi, in antitesi con il sano concetto di intimità e di confine tra il sé e l’altro o tra la coppia e l’ambiente esterno. Questa nuova condizione porterà i partner a sviluppare una nuova comunicazione di sentimenti, accentuando ad esempio l’importanza e la vicinanza che possono essere espresse dallo sguardo, il cui potere evocativo può ugualmente esprimere un profondo amore”.

“Nella sua semplicità – sostiene la presidentessa della cooperativa, Sofia Flauto –  il bacio non solo ha un effetto benefico sulla salute, ma ha un valore intrinseco pedagogico, si pensi al “bacio sulla bua” che acquieta ogni dolore. Nelle grandi fiabe il bacio viene usato spesso per rompere un incantesimo, sottolineando la potenza e l’importanza di questo gesto. E infatti, il bacio che abbiamo potuto ridare ai nostri familiari ci ha fatto rompere l’incantesimo in cui ci avevano rinchiusi.  Tutti abbiamo ricordi associati al bacio. Il primo bacio della mamma, il primo bacio al proprio partner, i tanti baci quando incontriamo un amico. Il bacio è il primo contatto con cui formiamo e manteniamo i legami sociali e affettivi, è quel tocco che conosciamo fin dai primi istanti di vita che modella il nostro cervello sociale. La sua assenza porta a soffermarci, ancora una volta, su quanto sia cambiata la socialità di ognuno di noi. L’amore deve farsi consapevole, resiliente, prima di poter tornare a baciarci meglio di prima”. 

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Oknoplast al fianco della Protezione Civile: raccolta fondi per le famiglie degli operatori sanitari colpiti dal Coronavirus http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/03/oknoplast-al-fianco-della-protezione-civile-raccolta-fondi-per-le-famiglie-degli-operatori-sanitari-colpiti-dal-coronavirus/ Fri, 03 Jul 2020 10:47:28 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59732 Oggi, fortunatamente, possiamo sperare nella passata emergenza legata all’epidemia di Covid-19, ma solo pochi mesi fa, con il numero di contagiati e decessi in continuo aumento giorno dopo giorno, lo scenario odierno sembrava un traguardo irraggiungibile.Lo sforzo fatto ha portato a questi progressi e il merito – nonché i ringraziamenti – vanno a medici, infermieri […]

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Oggi, fortunatamente, possiamo sperare nella passata emergenza legata all’epidemia di Covid-19, ma solo pochi mesi fa, con il numero di contagiati e decessi in continuo aumento giorno dopo giorno, lo scenario odierno sembrava un traguardo irraggiungibile.
Lo sforzo fatto ha portato a questi progressi e il merito – nonché i ringraziamenti – vanno a medici, infermieri e a tutti gli operatori sanitari che hanno affrontato in prima linea un nemico invisibile e sconosciuto. Alcuni ce l’hanno fatta, altri purtroppo hanno perso la vita per salvare la nostra, quella dei nostri familiari e dei nostri amici o colleghi. Oknoplast non vuole dimenticare il sacrificio e l’enorme coraggio di chi ha dato tutto nella lotta contro il Covid-19 e ha deciso di fornire un aiuto concreto. Il Gruppo, infatti, con l’appoggio dei suoi 330 rivenditori e Premium Partner in tutta Italia, ha deciso di affiancare la Protezione Civile in questo momento delicato con una raccolta fondi che ha l’obiettivo di sostenere le famiglie di medici e infermieri che hanno perso la vita a causa del virus, svolgendo sul campo le attività di contrasto alla diffusione dell’epidemia.

Un apposito conto corrente raccoglierà, infatti, tutte le donazioni che verranno incentivate anche
attraverso attività di promozione con una campagna social sui canali Oknoplast:

Beneficiario: OKNOPLAST SPOLKA Z OGRANICZONA
IBAN: IT93W0356601600000125862616
CAUSALE: Raccolta fondi Oknoplast dedicata al Fondo della Protezione Civile per le famiglie di operatori sanitari morti sul lavoro per Coronavirus

La raccolta sarà attiva da venerdì 3 luglio fino alla fine di novembre e tutte le donazioni verranno versate sul conto affine della Protezione Civile, senza alcuna trattenuta da parte dell’azienda. Un’idea nata dalla volontà di ringraziare ed essere vicini a tutti coloro che hanno aiutato i malati, schierandosi in prima linea contro un virus che ha cambiato la vita di tutti.

E’ con #noinondimentichiamo che Oknoplast si impegna affinché tutti sostengano questa iniziativa così come tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari hanno sostenuto noi durante questa battaglia.

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La nuova vita dell’Afro Napoli: «Partite al campo San Gennaro del Rione Sanità» http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/03/la-nuova-vita-dellafro-napoli-partite-al-campo-san-gennaro-del-rione-sanita/ Fri, 03 Jul 2020 10:40:22 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59729 Un nuovo nome, nuovi obiettivi, nuovi progetti, ma sempre un unico motore principale: sport e integrazione come connubio indissolubile. Dopo l’emergenza Covid e la ripresa del mondo del calcio anche l’Afro Napoli si prepara a tornare in campo. E lo fa con una nuova identità: il club multietnico fondato da Antonio Gargiulo si trasforma in […]

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Un nuovo nome, nuovi obiettivi, nuovi progetti, ma sempre un unico motore principale: sport e integrazione come connubio indissolubile. Dopo l’emergenza Covid e la ripresa del mondo del calcio anche l’Afro Napoli si prepara a tornare in campo. E lo fa con una nuova identità: il club multietnico fondato da Antonio Gargiulo si trasforma in Napoli United. Una scelta che rispecchia l’evoluzione del progetto della squadra, tesa verso obiettivi sportivi sempre più ambiziosi e, allo stesso tempo, intenzionata a mantenere la vocazione sociale che ne è alla base. Un progetto  che è frutto di un processo di integrazione sociale che oggi si è allargato al di là degli ideali confini “afro-napoletani”, accogliendo in squadra, oltre che giovani promesse del calcio partenopeo e provenienti da diversi Paesi africani, anche calciatori sudamericani e di altre etnie, cui ha offerto, attraverso lo sport, opportunità concrete di convivenza paritaria, grazie al prezioso sostegno di Gesco di cui l’associazione sportiva fa parte. Ma la neonata Napoli United rispecchia anche l’orientamento del club, oggi a tutti gli effetti il secondo della città, a lavorare con maggiore impegno e professionalità, per affermarsi come una realtà sempre più importante nel panorama sportivo locale.

IL PROGETTO – A questa scelta corrisponde anche un nuovo logo, come spiega il presidente Gargiulo: «Con l’inizio dell’undicesimo anno di vita della società si è voluto rinsaldare il legame con Napoli, città che riconosceremo sempre accogliente, antirazzista, multietnica e multiculturale, restituendo il senso di un’integrazione sociale che vogliamo considerare compiuta». «Sull’onda poi dei valori che ci hanno accompagnato – ha aggiunto – e dell’entusiasmo dei risultati delle ultime stagioni, abbiamo deciso di fare un passo avanti anche nel progetto sportivo. Da qui il nuovo stemma che è l’unione tra il simbolo della squadra, il leone e l’aggiunta del colore azzurro che rappresenta il colore del mare e del cielo della nostra città». Dalla prossima stagione il club tornerà  a giocare a Napoli, dopo aver a lungo “militato” a Mugnano. «Il nostro sogno – conclude il presidente – è giocare al campo San Gennaro del Rione Sanità, un quartiere che rappresenta al meglio la nostra città. Siamo fiduciosi che i lavori di ristrutturazione in corso siano ultimati prima dell’inizio del prossimo campionato».

di Giuliana Covella

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Nel carcere di Secondigliano il primo centro per il recupero di rifiuti della città http://www.comunicareilsociale.com/2020/07/02/nel-carcere-di-secondigliano-il-primo-centro-per-il-recupero-di-rifiuti-della-citta/ Thu, 02 Jul 2020 13:06:05 +0000 http://www.comunicareilsociale.com/?p=59727 Sarà presentato venerdì 3 luglio alle ore 11 in diretta web su Ricicla TV (www.riciclatv.it) il progetto per la realizzazione di un centro per il recupero di rifiuti nel penitenziario “P. Mandato” di Secondigliano. Il progetto nasce da una collaborazione tra il gruppo di imprese sociali Gesco e la direzione del centro penitenziario, integrata da una convenzione per il conferimento dei rifiuti tra Gesco, Comune di Napoli, ASIA Napoli S.p.a, ATO Napoli […]

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Sarà presentato venerdì 3 luglio alle ore 11 in diretta web su Ricicla TV (www.riciclatv.it) il progetto per la realizzazione di un centro per il recupero di rifiuti nel penitenziario “P. Mandato” di Secondigliano. Il progetto nasce da una collaborazione tra il gruppo di imprese sociali Gesco e la direzione del centro penitenziario, integrata da una convenzione per il conferimento dei rifiuti tra Gesco, Comune di Napoli, ASIA Napoli S.p.a, ATO Napoli I e Ministero della Giustizia.

Alla presentazione prenderanno parte: il presidente di Gesco Sergio D’Angelo, il responsabile del progetto per Gesco Luigi Peluso, il direttore generale dell’ATO 1 Napoli Carlo Lupoli, la presidente dell’Asia Maria De Marco, il direttore del Penitenziario “P. Mandato” di Secondigliano Giulia Russo, l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice. Modererà l’incontro il direttore diRicicla Tv Luigi Palumbo.

Il dibattito sarà aperto a tutti gli utenti che vorranno intervenire via social.

IL PROGETTO – Si tratta di un progetto circolare avveniristico che va dal riutilizzo dei rifiuti organici, passando per il lavoro sociale dei detenuti, al benessere del quartiere. Totalmente biologico, a impatto zero (zero inquinamento, zero odori e zero percolato), l’impianto di compostaggio produrrà concime.

Verrà realizzato in una zona pianeggiante adiacente al carcere di Secondigliano gestita dallo stesso organo di vigilanza e sarà in grado di trattare, nella sua potenzialità massima, una quantità di circa 5.000 t/anno, di cui circa 4.000 saranno scarti organici e almeno 900 scarti verdi di origine vegetale, coprendo così il fabbisogno di raccolta della componente umida dell’intero quartiere. Inoltre verranno riutilizzate circa 5mila tonnellate per gli imballaggi che verranno inserite in un circuito di riconversione dei materiali da utilizzare per l’arredo urbano di Secondigliano.

Dopo la fase di start up e un’accurata formazione, si spera di coinvolgere circa 20 detenuti che abbiano le caratteristiche adatte per accedere alle misure alternative di detenzione.

L’impianto prevede una dotazione 23 biocelle che potranno essere installate con il metodo della progressiva realizzazione, in modo da arrivare in tempi brevi all’autosufficienza impiantistica nel trattamento della frazione dei rifiuti considerata.

La costruzione dell’impianto sarà realizzata secondo una razionale distribuzione delle diverse sezioni che costituiscono l’intero apparato e quindi una sezione di ricezione delle frazioni umide e degli scarti legnosi, una sezione di biossidazione dove avvengono i processi ossidativi (zona biocelle) e una sezione di maturazione finale con annesso sistema di raffinazione e insaccaggio con arricchimento e condizionamento del prodotto per usi speciali nel settore agricolo.

Il trattamento dei rifiuti organici biodegradabili, rifiuti che costituiscono la frazione umida di tutti gli scarti provenienti dalla raccolta praticata dal servizio pubblico, mediante il processo di compostaggio, non solo assume un’importanza dal punto di vista ambientale, ma diviene indispensabile considerando che le attuali direttive Europee e il conseguente recepimento da parte degli Stati Membri non permette più lo smaltimento di tale frazione in discarica.

Per tale ragione, conoscendo la situazione dei rifiuti nel territorio napoletano, la realizzazione di un impianto come quello proposto potrà aprire un percorso finalizzato a migliorare la gestione dei rifiuti soprattutto in termini di recupero delle risorse e garanzie igienico sanitarie.

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