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Coppa America: l’allarme del WWF sul rischio di una speculazione portuale permanente
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La Coppa America a Napoli, prevista per il prossimo anno, sta sollevando forti criticità riguardo al futuro urbanistico e ambientale dell’area di Bagnoli. Secondo l’analisi del WWF, la manifestazione sportiva rischierebbe di trasformarsi in un pretesto per imporre la realizzazione di un porto turistico permanente, un’infrastruttura finora sempre esclusa dalle pianificazioni ufficiali. Questa scelta determinerebbe la rinuncia definitiva alla bonifica integrale del litorale, sottraendo ai cittadini napoletani la speranza di riappropriarsi di un tratto di mare aperto alla libera balneazione.
Le preoccupazioni espresse dall’associazione ambientalista si concentrano sulla mancanza di trasparenza nelle decisioni strategiche, spesso celate dietro la logica dell’urgenza e della necessità tipiche di una gestione emergenziale. Pur non negando il prestigio e le opportunità economiche legate alla competizione velica, viene sottolineata l’esigenza di non compromettere gli obiettivi storici di risanamento dell’area, frutto di anni di dibattiti e studi approfonditi. Attraverso una nota formale inviata al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al Sindaco di Napoli, il WWF ha chiesto chiarimenti espliciti sulla destinazione d’uso di Bagnoli al termine dell’evento, sollecitando il mantenimento di una pianificazione orientata all’interesse pubblico e al ripristino naturalistico.
Il dibattito richiama precedenti iniziative popolari, come la petizione che chiedeva se fosse preferibile un porto per pochi o una spiaggia per tutti, raccogliendo migliaia di firme per il risarcimento ambientale della città. Fino a tempi recenti, la linea guida per il waterfront di Bagnoli era rappresentata dal bando internazionale UrbaNAture del 2020, i cui progetti vincitori non prevedevano alcun porto tra i due pontili. Al contrario, la visione approvata puntava su un parco naturale e un lungo litorale pubblico che avrebbe occupato circa l’80% delle aree d’intervento. Tale impostazione si basava su studi scientifici di ISPRA e della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che certificavano la fattibilità di una bonifica completa dei suoli e dei fondali.
L’attuale inversione di tendenza viene ricollegata alle disposizioni del decreto legge 60/2024, che ha rimosso l’obbligo di ripristino della linea di costa naturale e semplificato le procedure di valutazione ambientale. Questo mutamento normativo sembra favorire interventi di sola messa in sicurezza invece di una bonifica radicale, con il rischio di rendere irreversibili opere come le scogliere perimetrali e lo scavo dei fondali. Il passaggio da un risanamento totale a una circoscrizione della contaminazione solleva dubbi sulla futura fruibilità dell’area e sulla tutela della salute pubblica, considerando che già nel 2012 Bagnoli fu scartata come sede per la Coppa America proprio per l’incompatibilità tra i tempi dell’evento e le necessità di una bonifica profonda.
Il WWF chiede massima chiarezza sul percorso autorizzativo post-evento. Le concessioni rilasciate per una manifestazione temporanea non possono essere considerate valide per il mantenimento di un porto diportistico permanente, la cui presenza richiederebbe ulteriori infrastrutture e servizi, allontanando definitivamente Bagnoli dalla sua vocazione di bene collettivo e naturale.






