ROMA. Rossella Urru, la cooperante italiana rapita in un campo profughi Saharawi in Algeria, potrebbe essere libera ma non «in completa sicurezza». A mezzogiorno di sabato sembrava che Rossella fosse già stata rilasciata dai suoi rapitori, invece, poi la notizia è stata data come non certa e, a tarda sera, di lei non si è sapeva nulla. In ballo potrebbe esserci la questione dello scambio di ostaggi tra le autorità algerine e i predoni di al Qaeda, che in cambio della liberazione di Rossella Urru e di un poliziotto mauritano chiedevano la scarcerazione di un terrorista tuareg.
BONIVER. «Bisogna essere fiduciosi male fughe di notizie non servono a nulla»: così Margherita Boniver sulla sorte della cooperante. «La Farnesina non conferma la liberazione ed è la Farnesina che annuncia eventuali sviluppi positivi, ma la tempesta di informazioni e boatos serve solo ad angosciare i genitori della giovane. Meglio il silenzio stampa: per la liberazione è la dimensione ideale», ha continuato l’inviata della Farnesina, peraltro appena rientrata da una missione in Mauritania.
BORGHEZIO. «Il volontariato? Una moda cattocomunista e radical chic spesso poco trasparente. Ovviamente, in questo momento, a prevalere su tutto è la speranza che la notizia della liberazione venga confermata al più presto ai familiari, e la più netta condanna per come Rossella Urru sia ingiustamente trattata. Ma questo non ci esenta da una riflessione netta su cosa sia il fenomeno del volontariato. Ovvero, rappresenta una moda radical chic, inventata da un certo catto-comunismo, dall’ipocrisia di una parte del mondo cattolico che ama flagellarsi sulle colpe dell’Occidente, senza rendersi conto che nel Terzo Mondo l’Occidente ha qualche colpa ma anche dei meriti giganteschi», la cruda analisi è stata consegnata a Klaus Davi dall’europarlamentare leghista Mario Borghezio durante l’ultima puntata di KlausCondicio, il salotto tv in onda su You Tube.
 
PER SAPERNE DI PIU’:
https://www.comunicareilsociale.com/2012/03/03/7185 (CRONACA. L’articolo di Comunicare il Sociale sul primo annuncio della liberazione di Rossella)
 

di Francesco Gravetti

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