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Casa Seneca, nasce la “Cittadella della Solidarietà”
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Un complesso di 25 appartamenti completamente ristrutturati che apre le porte a chi vive un particolare momento di fragilità: anziani rimasti soli, madri con figli, uomini e donne travolti dalla morosità incolpevole o da crisi economiche improvvise. Inaugurata a Milano Casa Seneca, l’ultimo tassello del mosaico di accoglienza firmato dalla Fondazione Progetto Arca, realizzato in stretta collaborazione con l’Associazione Seneca.
L’immobile, acquistato da Progetto Arca nel 2024, rappresenta una risposta concreta a un’urgenza che a Milano non accenna a diminuire. La sua rinascita è il frutto di un’alleanza virtuosa tra terzo settore e mondo privato. Accanto all’Associazione Seneca, partner storico nella cura delle fragilità, si è schierata una nutrita rete di sostenitori: da realtà come Fondazione Cariplo, Fondazione Mediolanum e JTI Italia, fino a partner strategici quali Altana, Permira Foundation, UniCredit, Gruppo Osama e Fondazione Monte di Lombardia. Il progetto ha visto inoltre il contributo di nuovi alleati come Dils, Banca d’Italia, Maisons du Monde e Groupe Seb Italia, a dimostrazione di come la responsabilità sociale sia un motore indispensabile per il welfare cittadino.
Casa Seneca non nasce nel vuoto, ma sorge strategicamente accanto a Cascina Vita Nova, la struttura aperta nel 2021 che ha introdotto il modello dell’housing pet (accoglienza per persone senza dimora insieme ai loro cani). Insieme, queste realtà compongono quella “cittadella della solidarietà” sognata anni fa.
«In questi cinque anni abbiamo dato vita nel quartiere a una mensa da 70 pasti al giorno, un market e un guardaroba solidali, e oggi aggiungiamo i 25 appartamenti di Casa Seneca – spiega Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca- La casa è il caposaldo su cui si fonda la nostra attività. Con questa apertura offriamo speranza a chi ha bisogno di un accompagnamento per risollevarsi».
L’accoglienza, che può durare fino a due anni rinnovabili, non è solo un tetto. Gli ospiti di Casa Seneca – che dispone di 9 monolocali, 14 bilocali e 2 trilocali – sono persone con media o alta autonomia. Contribuiscono alle spese secondo le proprie possibilità, liberati dall’incubo di affitti onerosi per potersi concentrare sulla propria ripresa. Fondamentale è il supporto di un’equipe multidisciplinare che include l’educatore finanziario, figura chiave per aiutare gli inquilini a maturare una gestione consapevole del reddito in vista di una futura indipendenza abitativa.
Ad accogliere chi varca la soglia di via Scanini non c’è solo funzionalità, ma anche estetica. Gli arredi sono curati nei minimi dettagli, seguendo il principio che la bellezza sia un potente stimolo psicologico verso il riscatto. Questo concetto è ribadito dal grande murale che domina la facciata dell’edificio, opera dello street artist Federico Pongo 3D, che narra visivamente il senso di dialogo e comunità. «Obiettivo è prevenire la degenerazione delle condizioni precarie, psicologiche e relazionali- sottolinea Roberta Garbagnati, presidente dell’Associazione Seneca – Forniamo un ambiente accogliente supportato dai volontari, con momenti di socializzazione necessari in attesa di un alloggio definitivo».
Il successo del modello è confermato dai numeri forniti da Costantina Regazzo, direttrice delle relazioni esterne di Progetto Arca: nell’ultimo anno, 9 persone accolte su 10 sono riuscite a tornare a vivere in una casa propria. Con Casa Seneca, le abitazioni messe a disposizione dalla Fondazione a livello nazionale salgono a 181, confermando che la via della riabilitazione sociale passa necessariamente attraverso la dignità di quattro mura.
di Walter Medolla






