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Bullismo e cyberbullismo: 8 ragazzi su 10 li considerano un problema serio
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Oltre la metà degli adolescenti non si sente al sicuro a scuola e quasi il 70% ha assistito ad episodi di violenza tra coetanei. È questo il quadro che emerge dai dati presentati oggi all’Università degli Studi di Milano-Bicocca durante il seminario “Violenza tra pari, bullismo e cyberbullismo”, promosso da SOS Villaggi dei Bambini ETS.
A pochi giorni dalla Giornata europea contro le molestie, SOS Villaggi dei Bambini torna ad accendere i riflettori su un tema oggi sempre più cruciale: il bullismo. Secondo i dati Istat il 21% degli 11-19enni ne è vittima in modo continuativo, il 68,5% ha subito almeno un comportamento offensivo o violento nell’ultimo anno e circa 1 su 3 (34%) ha subito episodi online[1]. Milano e Lombardia si collocano tra le aree con incidenza più alta del fenomeno: 71% dei ragazzi ha subito comportamenti offensivi e circa 21,6% vittima di bullismo continuativo[2].
L’incontro ha coinvolto studenti, docenti ed esperti in un momento di confronto su un fenomeno sempre più diffuso e spesso sottovalutato. A preoccupare è soprattutto la diffusione della violenza psicologica – esclusione, insulti, prese in giro – forme meno visibili ma profondamente impattanti sulla crescita e sul benessere dei ragazzi.
Al centro del seminario il progetto europeo “Applying Safe Behaviours: attuare comportamenti sicuri di prevenzione e risposta alla violenza tra pari e di genere”, co-finanziato dall’Unione Europea. L’iniziativa promuove un approccio partecipativo: i giovani non sono solo destinatari degli interventi, ma protagonisti nella costruzione di ambienti più sicuri, attraverso percorsi di peer education e momenti di dialogo con adulti di riferimento.
«Non basta riconoscere il problema: è necessario ascoltare i ragazzi e coinvolgerli nella costruzione delle soluzioni. Il cuore del progetto è infatti la promozione di relazioni positive tra pari attraverso una metodologia che mette al centro il protagonismo dei ragazzi. Non si tratta solo di proteggere dall’alto, ma di rendere bambini e adolescenti attori attivi nella costruzione di ambienti sicuri», ha dichiarato Teresa Pietravalle, Referente Formazione dell’Accademia di SOS Villaggi dei Bambini.
Il progetto nasce per rispondere a dati allarmanti, soprattutto riguardo la percezione di sicurezza. In Italia, 8 adolescenti su 10 riconoscono la violenza tra pari come un problema serio e più della metà dei ragazzi dichiara di non sentirsi al sicuro nemmeno a scuola, segno di una distanza ancora forte tra giovani e adulti di riferimento. Da non sottovalutare anche il cyberbullismo, fenomeno in costante crescita. Oltre 1 milione di studenti (15-19 anni) vittime di cyberbullismo nel 2024 e il 32% ammette comportamenti da cyberbullo almeno una volta[3].
In Europa quasi uno studente su tre è stato vittima di bullismo, a conferma della dimensione strutturale del fenomeno. In questo quadro, un fattore ancora più critico e allarmante è quello della normalizzazione di questi comportamenti: pur riconoscendone la gravità, molti ragazzi tendono a considerare “normali” alcune forme di aggressività quotidiana.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di dialogo sul territorio e ha confermato l’urgenza di rafforzare la collaborazione tra scuola, famiglie e comunità per prevenire e contrastare la violenza tra pari, sia negli spazi fisici sia in quelli digitali.
Durante l’incontro, accanto all’analisi del fenomeno, sono state discusse le modalità per affrontarlo, in particolare:
- le “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo”DL 99/2025 relativamente a campagne nazionali di educazione e a strumenti di prevenzione e per il sostegno alle vittime;
- i Patti Digitali – alleanze tra genitori, insegnanti e educatori per un uso consapevole della tecnologia – per sostenere l’autonomia digitale di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, prevenendo i rischi connessi a un accesso precoce e non accompagnato alle tecnologie;
- comunità educanti coese, al fine di prevenire e intervenire in modo coordinato, favorendo la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze.
Durante il seminario è stata, inoltre, realizzata un’installazione partecipativa, pensata per raccogliere in forma anonima esperienze, pensieri e vissuti legati alla violenza tra pari: uno spazio di ascolto aperto che ha dato voce a ciò che spesso resta in silenzio.






