News
Spreco alimentare: dalla grande distribuzione oltre 48mila tonnellate di cibo donate ogni anno. Banco Alimentare: “Rendere la donazione sempre più competitiva per le imprese”
Ascolta la lettura dell'articolo
In Italia la Grande Distribuzione Organizzata si conferma un attore centrale nella lotta allo spreco alimentare: ogni anno vengono donate per fini sociali oltre 48.000 tonnellate di prodotti alimentari, pari a circa 229 milioni di euro, grazie al contributo di circa 1.681 imprese.
È quanto emerge dalla ricerca promossa da Fondazione Banco Alimentare ETS e realizzata dal Food Sustainability Lab della POLIMI School of Management del Politecnico di Milano, che ha analizzato il ruolo della distribuzione nel recupero delle eccedenze alimentari e dalla Fondazione per la Sussidiarietà, la quale ha svolto un’indagine statistica complementare a partire dai dati raccolti. Il progetto si inserisce in un percorso triennale volto a rafforzare la base conoscitiva del fenomeno delle eccedenze lungo l’intera filiera agroalimentare italiana, con particolare attenzione al ruolo della donazione, per il contrasto all’insicurezza alimentare.
Nonostante i risultati significativi, la donazione non è ancora una pratica diffusa: circa il 50% delle imprese della GDO dona le eccedenze. “Si evidenzia una forte differenza di adozione della pratica tra Grandi (93% dei casi), Medie (54%) e Piccole aziende (43%). Per le imprese della GDO più grandi, la donazione è una decisione consapevole che si traduce in processi strutturati di gestione delle eccedenze, con la definizione di responsabili aziendali, il ricorso regolare alla misurazione e una partnership stabile per il recupero con enti del terzo settore specializzati, quali il Banco Alimentare. Queste osservazioni sono confermate dalle stime sulle quantità donate. Ad oggi, le Grandi imprese contribuiscono al 55% della quantità totale di prodotti alimentari donati, con donazioni medie pari a 274 tonnellate all’anno per impresa, ma per i prossimi anni si possono aprire importanti spazi anche per le Medie e Piccole imprese della GDO” – dichiara la Prof.ssa Prof.ssa Paola Garrone del Food Sustainability Lab della POLIMI School of Management del Politecnico di Milano, responsabile scientifica del progetto.
Nel complesso, sono 56.859 le tonnellate di alimenti salvate dallo spreco e valorizzate con la donazione a scopo sociale e il riuso circolare (8.030 tonnellate). Ad esse si affiancano le promozioni commerciali e le scontistiche di vendita che portano alla valorizzazione economica di 107.759 tonnellate di alimenti.
“L’analisi statistica – osserva Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà – rivela i fattori che determinano più di altri la propensione delle imprese della Grande Distribuzione a donare: la facilità nella comunicazione con gli enti che ricevono aumenta di circa 13-14 punti percentuali la probabilità che l’impresa doni in modo continuativo; la presenza in azienda di un manager dedicato al surplus alimentare aumenta le donazioni di circa 8 punti percentuali; la prossimità territoriale dell’ente che riceve aumenta significativamente la continuità delle donazioni. Per ciò che riguarda le motivazioni che spingono le imprese a donare – continua Vittadini – quando sono legate prevalentemente all’intento di migliorare la reputazione dell’impresa (quindi sono indice di un comportamento opportunistico), si traducono poi in pratiche di donazione meno durature. Il fenomeno non riguarda le imprese che donano da più di 10 anni o che hanno un tasso di donazione superiore al 3%, le quali sembrano considerare questa pratica come parte integrante dell’identità della loro azione imprenditoriale.”
La ricerca evidenzia inoltre che la donazione sociale può rappresentare una scelta sostenibile anche dal punto di vista economico, soprattutto quando i prodotti rischiano di rimanere invenduti o richiedono forti sconti per essere collocati sul mercato.
“Questi dati confermano il valore strategico della collaborazione tra Banco Alimentare e la Grande Distribuzione – commenta Marco Piuri, Presidente della Fondazione Banco Alimentare ETS – ma ci dicono anche che esiste ancora un grande potenziale inespresso. Oggi solo una parte delle eccedenze viene effettivamente donata, mentre registriamo la richiesta delle 7.600 OpT con noi convenzionate, che assistono 1.800.000 persone in difficoltà, di ricevere un aiuto alimentare quantitativamente più importante. Negli ultimi dieci anni, dall’entrata in vigore della legge Gadda, il nostro recupero di eccedenze alimentari da questo canale è quintuplicato: un segnale concreto di quanto norme intelligenti e collaborazione tra pubblico e privato possano generare risultati importanti. Ma serve fare un passo in più e lavorare insieme alle imprese della GDO e alle Istituzioni per rendere la donazione sempre più economicamente competitiva. Quando donare è sostenibile anche dal punto di vista economico, si genera valore per tutti, soprattutto per chi è in difficoltà.”
Banco Alimentare si conferma il principale partner della GDO per il recupero delle eccedenze, scelto nel 29% dei casi e con un ruolo ancora più rilevante tra le grandi imprese, grazie alla capacità di garantire continuità operativa, efficienza logistica e tracciabilità dei flussi.
Alla luce dei nuovi obiettivi europei di riduzione dello spreco alimentare (-30% entro il 2030), lo studio evidenzia la necessità di rafforzare ulteriormente le pratiche di donazione e recupero, aumentando in modo significativo le eccedenze destinate al consumo umano.






