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Qualità della vita, questa sconosciuta (almeno al Sud)

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ROMA. Trentino-Alto Adige e l’Emilia Romagna prime tra le regioni italiane per qualità dello sviluppo e della vita. Vanno invece male Lombardia e Lazio, malissimo il Sud. E’ la fotografia dal IX rapporto Quars (Qualità regionale dello sviluppo) realizzato dalla Campagna Sbilanciamoci; i risultati dello studio saranno presentati il 26 marzo  presso la Scuola del sociale della provincia di Roma, all’interno dei tre giorni di convegni di “Oltre la crisi”.

41 INDICATORI. Il rapporto classifica le regioni italiane in base a 41 indicatori di sette dimensioni: ambiente, economia e lavoro, diritti e cittadinanza, salute, istruzione e cultura, pari opportunità, partecipazione. Significativi i dati della Lombardia e del Lazio: nella classifica del Pil occupano entrambe i primi posti della classifica delle regioni italiane, ma scendono decisamente nella graduatoria secondo l’indice Quars.
IN SICILIA. Difficile la situazione di tutte le regioni meridionali (relegate al fondo della classifica generale), soprattutto per quanto riguarda gli indicatori sull’economia e il lavoro. Sul fronte dell’istruzione e della cultura l’ultima posizione spetta alla Sicilia, la penultima alla Valle d’Aosta. Nella dimensione dei diritti e della cittadinanza si evidenziano risultati negativi per la Toscana tra le regioni del centro-nord. Nell’ambito degli indicatori sulla salute l’Emilia Romagna conquista il primo posto inclassifica, scalzando il Friuli Venezia Giulia che perde due posizioni rispetto al 2010. Note negative arrivano per Lazio e Lombardia dai dati sull’ambiente: il Lazio appare al diciottesimo posto, la Lombardia al sedicesimo nella classifica delle regioni italiane capeggiata dalla Valle d’Aosta, davanti al Trentino-AltoAdige.

di Francesco Gravetti

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