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Proteggere le api per tutelare l’ambiente e le produzioni locali, uno studio… sulle vespe
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La tutela delle api e la salvaguardia degli alveari passano anche dalla formazione e dalla collaborazione tra ricerca scientifica e operatori del settore. È partito da questo obiettivo il corso sulla gestione dei nidi di Vespa orientalis, ospitato nella sede di Portici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM) e che ha visto la partecipazione di oltre 100 professionisti.
Medici veterinari, apicoltori, allevatori e altri esperti dei vari settori coinvolti si sono confrontati su una problematica che interessa la salute delle api e la produzione di miele, con possibili conseguenze per l’economia locale e l’equilibrio degli ecosistemi.
La presenza della Vespa orientalis richiede infatti competenze specifiche per riconoscere la specie, monitorarne la diffusione e gestire i nidi in sicurezza. Per questo, la giornata ha alternato lezioni teoriche e attività pratiche, con dimostrazioni sul riconoscimento degli esemplari, simulazioni di sopralluoghi e approfondimenti sull’utilizzo delle attrezzature.
Il percorso formativo ha affrontato anche i rischi legati alle punture e le precauzioni necessarie durante gli interventi, fornendo strumenti utili a chi opera direttamente sul territorio.
L’appuntamento si inserisce nell’impegno dell’IZSM per la formazione e la divulgazione scientifica, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e la capacità di affrontare le criticità ambientali.
Proteggere le api significa infatti contribuire alla tutela della biodiversità, degli alveari e delle produzioni locali. Un lavoro che richiede conoscenze condivise e una collaborazione costante tra istituzioni, ricercatori e professionisti, secondo l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, ambiente e benessere delle comunità.
di Nadia Labriola






