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DDL CAREGIVER FAMILIARI. ANFFAS: «IL RICONOSCIMENTO È IMPORTANTE MA OCCORRE GARANTIRE DIRITTI E TUTELE»

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Il riconoscimento dei caregiver familiari rappresenta un passaggio importante e atteso da tante famiglie che, ogni giorno, si prendono cura dei propri cari, spesso dovendo rinunciare al lavoro e a una parte significativa della propria vita personale e sociale. Per Anffas, affinché questo riconoscimento incida concretamente sulla loro quotidianità, deve tradursi in tutele effettivamente esigibili, risorse adeguate e servizi capaci di accompagnare le persone e le famiglie lungo tutto il percorso di vita.

Con questa consapevolezza, nel commentare il disegno di legge “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato, Anffas ne riconosce il valore, richiamando al contempo la necessità di rafforzarne i contenuti, così come si può evincere dalla nota predisposta dal proprio Centro Studi Giuridici e Sociali sul tema, documento in cui Anffas Nazionale approfondisce le principali disposizioni e le questioni ancora aperte sulle quali ritiene indispensabile intervenire nel prosieguo dell’esame parlamentare.

Tra queste, l’assenza di tutele previdenziali resta la criticità più rilevante, perché lascia irrisolta la condizione di chi, per garantire assistenza continuativa a un familiare con necessità di sostegni intensivi, è costretto a interrompere il proprio percorso lavorativo o non riesce neppure ad avviarlo. Il testo, infatti, non introduce una disciplina organica su questo fronte e non prevede una delega per affrontarlo, lasciando così senza risposta le conseguenze che il lavoro di cura produce sulle carriere e sulle pensioni.

Non si può riconoscere il valore dell’impegno dei caregiver senza affrontare le conseguenze che tale impegno produce sul loro futuro: per questo Anffas ribadisce la necessità di prevedere, con adeguata copertura finanziaria, il riconoscimento della contribuzione figurativa e specifiche possibilità di pensionamento anticipato, superando una lacuna che il testo trasmesso al Senato lascia tuttora irrisolta.

Accanto alla questione previdenziale, occorre intervenire anche sul contributo economico previsto dal disegno di legge che, pur costituendo una prima forma di sostegno, resta destinato a una platea circoscritta, sulla base di requisiti particolarmente stringenti relativi alla convivenza, al carico assistenziale, al reddito da lavoro e all’ISEE. È dunque necessario rivedere tali condizioni, affinché la misura possa rispondere in modo più adeguato ai bisogni delle famiglie, chiarendo inoltre che le nuove prestazioni devono essere aggiuntive e non sostitutive degli interventi regionali e locali.

Se questi aspetti richiedono un rafforzamento, Anffas valuta positivamente il raccordo con il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, così come l’attenzione al benessere psicofisico del caregiver, agli interventi di sollievo, alla conciliazione tra lavoro e cura e alla tutela contro le discriminazioni. La loro efficacia dipenderà, tuttavia, dalla possibilità di trasformare queste previsioni in sostegni concreti, accessibili e uniformi sull’intero territorio nazionale, anche attraverso la definizione di livelli essenziali delle prestazioni.

Proprio perché tali sostegni possano rispondere ai bisogni delle persone, il riconoscimento del caregiver non può tradursi nel trasferimento sulle famiglie delle responsabilità pubbliche di assistenza e sostegno. L’apporto del familiare deve invece essere inserito in una rete integrata di servizi, senza diventare una ragione per ridurre gli interventi necessari alla persona con disabilità, che deve restare protagonista delle decisioni riguardanti la propria vita.

In questa prospettiva, sostenere il caregiver significa, quindi, tutelarne la salute, le relazioni, il lavoro e le prospettive future, garantendo al contempo alla persona con disabilità il diritto all’autodeterminazione, all’inclusione e alla partecipazione alla vita della comunità, contrastando ogni forma di istituzionalizzazione e segregazione.

L’esame al Senato rappresenta, dunque, un’occasione decisiva per rafforzare il provvedimento e dare risposte alle famiglie. Anffas, che ha contribuito ai lavori del Tavolo tecnico interministeriale e al confronto parlamentare, continuerà a portare il proprio contributo affinché la futura legge assicuri, insieme al riconoscimento del ruolo dei caregiver, i diritti e i sostegni necessari a garantire dignità, benessere e qualità di vita sia a chi presta cura sia a chi la riceve.

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