Home Notizie “Crazy Fashion”: quando la moda incontra il disagio psichico

“Crazy Fashion”: quando la moda incontra il disagio psichico

0
143

 SALERNO Si chiama “Crazy Fashion”, il marchio di moda nato per rendere produttivi i percorsi riabilitativi rivolti a persone con disagio psichico. Si tratta di abiti prodotti dai pazienti del dipartimento di salute mentale di Nocera Inferiore (Salerno) e rappresentano l’ultima tappa di un percorso cominciato con lo studio di esponenti di letteratura, musica, teatro e arti figurative affette da psicosi, poi confluito nelle lezioni di scrittura creativa e nella commedia teatrale dal nome “Le stanze della mente”. Ora è la volta della moda.
I LABORATORI. Il marchio “Crazy Fashion” (slogan di lancio: “Ti mette l’arte addosso”), peraltro, è in cerca di imprenditori che vogliano investire nelle loro idee e offrire al pubblico prodotti che abbiano un valore aggiunto, un messaggio: cancellare il tabù che troppo spesso si cela dietro alle malattie mentali. Gli 11 utenti del laboratorio di trattamento psicosociale integrato, realizzato con i fondi Cipe, hanno potuto beneficiare di ripercussioni positive sulla stabilizzazione della malattia. Il team working è riuscito a progettare una collezione abbigliamento primavera/estate e un’altra autunno/inverno, e ad inserirle in un circuito di vendita.
IL PROGETTO. Gli introiti sono stati in parte utilizzati per coprire le spese di avviamento del progetto e in parte reinvestiti per una futura produzione di borse. «Non si può sostenere che ci sia stato un guadagno effettivo per gli utenti, ma di sicuro sono state gettare le basi per un processo produttivo ardito – spiega l’ex attrice di teatro Rosa Fontanella, coordinatrice del progetto insieme col primario e direttore generale dell’Asl di Salerno Walter di Munzio – abbiamo sperimentato, inoltre, che dove c’è spazio per produrre non c’è disagio né malattia. Le idee non mancano e la motivazione dei pazienti è crescente, ma le risorse scarseggiano e la sfida diventa ogni giorno più difficile».
 

di Mirella D’Ambrosio

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Skip to content