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Quando il welfare si progetta insieme: al SàFF il volontariato al centro del dibattito
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Si è tenuto nella sala Vaccaro di Donnaregina Nuova, a Napoli, l workshop «Co-progettazione e co-programmazione pubblico-privato: una regia per il welfare». L’appuntamento rientra nel programma del SàFF 2026, il primo festival cinematografico europeo co-prodotto con il Terzo Settore, in corso dal 5 al 10 ottobre presso il Complesso Monumentale di Donnaregina, con oltre sessanta appuntamenti gratuiti e il coinvolgimento di più di cento organizzazioni. È stato uno dei due momenti con cui CSV Napoli partecipa alla rassegna, e quello in cui il volontariato è stato chiamato a sedere al tavolo della progettazione.
Il tema incide sulla vita quotidiana dei cittadini, anche se raramente se ne parla fuori dalle sedi specialistiche: come si costruiscono i servizi sociali, chi decide che cosa serve a un quartiere, chi ha voce nel disegnare risposte a bisogni che le organizzazioni di volontariato e del Terzo Settore conoscono da vicino, perché li incontrano ogni giorno. Co-programmare e co-progettare significa, in sostanza, portare quella conoscenza dentro il processo decisionale, anziché limitarsi a chiamare il volontariato a eseguire a valle ciò che altri hanno stabilito.
È in questa prospettiva che il Centro di servizio per il volontariato di Napoli assume un ruolo di snodo. Da sempre al fianco delle organizzazioni del territorio, il CSV è il luogo in cui le associazioni trovano competenze, strumenti e accompagnamento, e in cui il rapporto con le istituzioni e con il mondo delle imprese può diventare un’alleanza strutturata. A rappresentarlo, nel workshop, è stata la direttrice Giovanna De Rosa, intervenuta accanto ai protagonisti del confronto.
L’incontro è stato moderato da Francesco Pirone, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sono intervenuti Luciano Gallo, segretario generale della Fondazione Terzjus, e Gabriele Sepio, della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione, a portare lo sguardo di chi studia e forma sul piano giuridico e amministrativo la collaborazione tra enti pubblici e Terzo Settore. Il versante istituzionale è stato rappresentato da Chiara Marciani, assessore ai Giovani e al Lavoro del Comune di Napoli, mentre quello dell’impresa è stato affidato a Roberto Bellavista di UniCredit, tra i sostenitori principali del festival. A completare il quadro, la voce di chi il welfare lo pratica sul campo: la Cooperativa La Paranza, realtà radicata nel Rione Sanità, che dell’inclusione ha fatto un mestiere quotidiano.
Proprio la compresenza di questi soggetti, università, pubblica amministrazione, amministrazione cittadina, mondo bancario, cooperazione sociale e Centro di servizio, restituisce il senso dell’appuntamento: un welfare che non nasce da una sola scrivania, ma da una regia condivisa, in cui ciascuno porta la propria parte di responsabilità. È la stessa idea di responsabilità sociale condivisa che il CSV Napoli coltiva da anni nell’incontro tra imprese e organizzazioni non profit, anche attraverso esperienze come Crowdnet, la piattaforma di crowdfunding promossa dal Centro.
Il workshop si è inserito, del resto, in un festival che ha scelto di intrecciare linguaggi diversi per parlare di inclusione. Promosso da Apogeo ETS, Upside Production, Fondazione Napoli C’entro e Fondazione di Comunità San Gennaro, con il sostegno principale di Fondazione con il Sud e di UniCredit, il SàFF porta il cinema fuori dai suoi confini abituali e lo mette al servizio di una comunità che si racconta e si organizza. Per il volontariato napoletano, e per il Centro di servizio che ne sostiene il lavoro, l’appuntamento nella Sala Vaccaro 1 è stato l’occasione di ribadire che raccontare il welfare e costruirlo sono, in fondo, due modi dello stesso impegno.
Per CSV Napoli il percorso al festival prosegue il 9 ottobre, alle 12, nella Sala Solimena, con il panel «Secondo tempo: la narrazione pubblica del reinserimento sociale», e nei giorni della manifestazione con gli appuntamenti del Social Pitch Arena, dedicati all’incontro tra imprese e innovazione sociale.






