Connettiti con noi

Primo Piano

Gabrielli: “La protezione civile non è un vampiro. I soldi al volontariato? sempre ben spesi”

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

di Alessandro Barba
ROMA. La platea è gremita. Gli angeli del fango, della neve, dei terremoti sono tutti lì; fermi; attenti ad ognuna delle parole che Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile Italiana , usa nel suo discorso di chiusura degli Stati Generali del Volontariato di Protezione Civile: “La Protezione Civile tuona Gabrielli – non è un vampiro, nè una sanguisuga che salassa i cittadini”. Perentoria, incisiva e decisa la guida degli “angeli” italiani.Obiettivo: mettere a tacere le illazioni e le accuse mosse ad una delle poche realtà decisamente funzionanti del Paese “L’accisa sulla benzina in caso di emergenza – prosegue Gabrielli – è già contenuta in una legge dello Stato e non serve alcuna riforma del comparto”. Il messaggio è chiaro: prima di aprire bocca meglio informarsi.
VOLONTARIATO, SOLDI BEN SPESI – Poi torna a parlare di risorse “Il problema è in cima alle preoccupazioni del dipartimento. Così come il modo in cui si acquisiscono le risorse in più da destinare al fondo spese imprevisti”. Poi rivolgendosi alle istituzioni ma non solo, conclude “Il problema riguarda la politica, noi soldi in tasca non ce ne mettiamo. Investendo nel volontariato si può essere certi che quei soldi non andranno dispersi”.
redazioneweb@www.comunicareilsociale.com
ARTICOLI CORRELATI:
– PRIMO PIANO – Protezione civile, al via gli Stati Generali del Volontariato
– L’editoriale di Franco Gabrielli – Pronti a ridisegnare la protezione civile?

Agenda

Gravetti 2 giorni fa

Orfani di femminicidio, cinque anni di RESPIRO: 124 bambini seguiti nel Sud

Gravetti 3 giorni fa

Ventimila in corteo a Napoli contro carovita e riarmo. E agli agenti arrivano le sfogliatelle LE FOTO

Gravetti 5 giorni fa

Consumo di suolo, il cemento avanza e il verde arretra: l’Italia fa troppo poco

Gravetti 1 settimana fa

Family Film Festival, la famiglia raccontata dai giovani: «Osservare significa sentire con il cuore»

Salta al contenuto