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Turismo accessibile, un mercato da 400 miliardi in Europa. Liguria modello strutturato, Campania tra promesse e sperimentazione
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Genova ha riportato al centro del dibattito europeo un aspetto del turismo contemporaneo spesso lasciato indietro nelle programmazioni. Ovvero l’accessibilità. Un mercato che vale oltre 400 miliardi di euro. Un comparto che coinvolge in tutto il continente oltre 100 milioni di cittadini e che assicura lavoro a 9 milioni di persone. Questi i numeri illustrati nel corso del convegno internazionale Destinazioni Turistiche Inclusive e Smart: Strategie per l’innovazione, promosso da ENAT, AccessibleEU e AISM, che ha riunito istituzioni europee, UN Tourism, Ministero del Turismo, Ministero per le Disabilità, Regione Liguria e Comune di Genova. Numeri che dovrebbero accendere interesse in quanti lavorano nel settore turistico. Dalla programmazione politica fino ai tour operator e alle attività quantomeno delle principali città turistiche. Per tornare ai numeri, solo in Italia il turismo accessibile genera circa 8,8 milioni di arrivi e 38,4 milioni di presenze. Significa impattare con l’8,2% del mercato con quasi 10 miliardi di euro di ricavi. E si tratta di un settore in forte espansione, che ad oggi, in molti casi, riesce ad accogliere solo parte dei viaggiatori con disabilità motorie.
L’esperienza della Liguria
In questo scenario la Liguria rappresenta uno dei modelli più avanzati in Italia. Quella del 2026 è la quarta edizione della Guida Mare Accessibile e la seconda della Guida Ospitalità Accessibile realizzata dalla Regione e presentata venerdì a Genova. In questa edizione della guida all’ospitalità figurano anche ostelli, residence, campeggi, altre tipologie di strutture ricettive. A differenza della prima edizione in cui erano stati inclusi solo gli alberghi. Ad oggi sono 137 le strutture ricettive censite. L’incremento rispetto allo scorso anno supera il 100 per cento. Sono 273 le spiagge accessibili o parzialmente accessibili. L’obiettivo dell’ente regione è di raggiungere a breve quota 300. Il lavoro di pubblicazione della Regione Liguria è stato riconosciuto come buona pratica nell’ambito del Tourism Transition Pathway della Commissione Europea.
Significativo anche il sistema di monitoraggio progressivo dell’accessibilità turistica basato su verifiche sul campo ed una rete di soggetti pubblici e del terzo settore coinvolti nel processo di censimento. Questo consente di fare un lavoro di integrazione della pianificazione turistica nelle politiche sociali e nella gestione del territorio. Questo approccio ha permesso alla Liguria di costruire una mappa progressiva dell’accessibilità reale del territorio, in cui l’offerta turistica viene classificata e monitorata secondo livelli differenti di fruibilità. Il modello si regge su una governance articolata che coinvolge assessorati regionali, enti del territorio, strutture sanitarie, associazioni e reti di volontariato, rendendo l’accessibilità non un tema settoriale ma un elemento integrato nella pianificazione turistica complessiva.
“Il valore di questo progetto va oltre la mappatura dell’accessibilità: significa offrire alle persone con sclerosi multipla, patologie correlate e diverse disabilità di poter disporre di strumenti concreti per ambire ad una migliore qualità di vita, esercitando il proprio diritto al tempo libero. Questa iniziativa dimostra come i principi dell’Agenda della SM e patologie correlate 2030 possano tradursi in azioni tangibili, capaci di favorire una cultura dell’accoglienza e dell’accessibilità universale, contribuendo alla costruzione di una società più equa, inclusiva e attenta ai bisogni di tutti”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e direttore generale di Aism, Mario Alberto Battaglia.
Com’è messa la Campania
Se la Liguria rappresenta un sistema già consolidato, la Campania si colloca in una fase caratterizzata da una forte attrattività turistica ma ancora frammentata nel livello di accessibilità dei servizi. Non esiste ancora un sistema pubblico organico di rilevazione che consenta di fotografare in modo completo l’offerta accessibile del territorio. Le informazioni disponibili derivano infatti da iniziative locali e progetti non ancora integrati in un unico sistema. Quindi non esistono dati omogenei e aggiornati sull’accessibilità effettiva delle strutture ricettive, dei siti culturali, delle spiagge, della mobilità turistica. Nonostante ciò i turisti con disabilità o bisogni speciali visitano ugualmente la Campania. Le stime parlano di oltre 400mila turisti ogni anno, con introiti pari a 330 milioni di euro l’anno. Secondo le stime della Regione Campania il margine di crescita, con trasporti e siti uniformati a standard adeguati, porterebbe il settore a superare i 580 milioni annui.
Per fare fronte alle carenze la cooperativa sociale Cosy for You ha lanciato il progetto Mare e Monti. L’iniziativa, che gode del sostegno di fondazione Con il Sud e della Regione Campania, punta a sviluppare un sistema integrato di turismo accessibile che metta in rete le aree costiere e quelle interne della regione, costruendo itinerari inclusivi tra Napoli, il litorale e l’entroterra. L’obiettivo è avviare una mappatura progressiva dei servizi accessibili e promuovere attività di formazione e sensibilizzazione rivolte agli operatori turistici. “Si tratta di un progetto significativo dedicato a un segmento importante come quello del turismo accessibile. Vogliamo una Campania fruibile da tutti, con servizi che garantiscano piena accessibilità ai visitatori”, ha sottolineato l’assessore al Turismo della Regione Campania, Vincenzo Maraio.
di Ciro Oliviero






