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Cronaca

Radioterapia, fondi in ritardo: a rischio le cure di 10mila pazienti

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Stop ai fondi regionali da oggi, 31 luglio, per la specialistica ambulatoriale di radiologia. A serio rischio le cure per oltre 10.000 soggetti. L’allarme è lanciato dal mondo dei centri accreditati e dai sindacati. Nonostante alcuni incontri a Palazzo Santa Lucia, l’ultimo nel pomeriggio di mercoledì con l’Ufficio di gabinetto del governatore Roberto Fico e dei vertici del comparto sanitario della Regione Campania, la situazione resta in stallo.

«La radioterapia soffre di un problema dell’applicazione dei nuovi Lea in Campania – afferma Iaccarino, segretario regionale sindacato nazionale Radiologi, nel corso di una conferenza stampa all’Hotel Ramada nella giornata di mercoledì – Questo ha prodotto la precoce esaurimento dei fondi già nel 2025. Mancano all’appello almeno 40 milioni di euro, sui 45 già erogati i centri hanno fatto un atto di buona volontà. Riconoscimento del 65% (40 milioni di euro) non ancora erogati. C’è una delibera in merito. Nel 2026 non c’è ancora alcuna delibera regionale».

La conseguenza è presto detta, se le coperture finanziarie non saranno trovate: dal 1 agosto chi potrà andrà a curarsi in altre regioni, chi invece non ha possibilità vede materializzarsi il rischio di interrompere i trattamenti con la radioterapia e non solo.

«Parliamo almeno di 11-12.000 soggetti in Campania. In teoria potrebbero aumentare, raggiungendo anche i 15.000 e oltre. Sarebbe necessario che la Regione Campania desse risposte concrete. Le ricadute sociali saranno alte per i fragili» aggiunge Iaccarino, raccogliendo la preoccupazione di una dozzina e oltre di strutture ospedaliere del territorio campano.

A farsi portavoce delle preoccupazioni dei pazienti è, tra gli altri, Francesca Rando, referente di Donne in Rosa, Komen comitato Campania. «Le cure sono l’inizio di un percorso e la radioterapia serve per attenuare il pericolo per la salute dei cittadini che ne usufruiscono». La chiusura, prosegue Francesca, sarebbe «togliere una possibilità» di guarigione. «La richiesta è tantissima. Basti pensare all’oncologia, alla radioterapia. Le cure specifiche vanno garantite. Capisco la mancanza di fondi, però la gente non può aspettare. Chiudere dei centri, significa non rispettare le eccellenze che abbiamo qui».

L’interlocuzione tra sindacati e Regione Campania prosegue ma il tempo è scaduto e la preoccupazione tra pazienti e medici è palpabile.

di Antonio Sabbatino

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