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5 per mille, così i contribuenti premiano ricerca e sanità

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ROMA – Quando scelgono quale organizzazione premiare attraverso la dichiarazione dei redditi, i contribuenti italiani selezionano soprattutto l’impegno nel campo sanitario e nella ricerca. Il dato viene da una ricerca condotta da Un-Guru per il “Sole 24 Ore” sull’incidenza del 5 per mille sul totale dei ricavi. L’analisi e le tabelle si basano sugli elenchi di distribuzione delle scelte e degli importi per Onlus ed enti del volontariato ammessi al riparto per l’anno 2010, l’ultimo per il quale sono stati erogati i rimborsi dello Stato. L’esame dei dati conferma che questo strumento rappresenta una grande opportunità per il non profit, ma
IL SOLE 24 ORE – Lo confermano le elaborazioni condotte da Un-Guru per «Il Sole 24 Ore», relative all’incidenza del 5 per mille sul totale dei ricavi. L’analisi e le tabelle si basano sugli elenchi di distribuzione delle scelte e degli importi per Onlus ed enti del volontariato ammessi al riparto per l’anno 2010, l’ultimo per il quale sono stati erogati i rimborsi dello Stato. L’esame dei dati conferma che questo strumento rappresenta una grande opportunità per il non profit, ma il quadro generale conferma che il 5 per mille funziona bene soprattutto quando si tratta di salute e ricerca. Le prime dieci posizioni, in termini di incidenza del 5 per mille sul totale dei proventi, sono occupate da organizzazioni che a vario titolo operano in campo medico o hanno a che fare con salute e disabílità, in Italia soprattutto, ma anche nel mondo, come nel caso di Emergency e Medici senza frontiere.
I BILANCI. Quattro su dieci si occupano di cura e ricerca sul cancro. Si aggiungono, poi, Ail e Comitato Maria Letizia Verga, che si dedicano specificamente alla leucemia. Per l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro il contributo del 5 per mille supera i 6o milioni di euro e quello alla Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro è pari a 8 milioni di euro. Per Action aid e Save the children il 5 per mille incide, viceversa, per poco più dell’ 1,3 percento. In entrambi i casi si tratta di organizzazioni la cui missione è legata all’infanzia, con progetti riguardanti anche la salute, e che operano in tutto il mondo. Un altro elemento comune è la capacità di fidelizzare i donatori e di poter contare su un’ampia base di persone che contribuiscono con regolarità nel tempo. Quando si parla dell’iscrizione a bilancio degli importi relativi al 5 per mille, di conseguenza, bisogna sempre fare molte distinzioni. Occorre considerare diversi fattori: i tempi e modi scelti per le scritture contabili, se l’organizzazione fa promozione in questo ambito per più realtà, se uno stesso nome partecipa al contributo in più elenchi è via dicendo.

di Mirko Dioneo

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