Connettiti con noi

News

Sport e disabilità, confronto alla biblioteca Flora

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

Promuovere il tema dell’inclusione e delle pari opportunità attraverso la pratica sportiva. È stato questo l’obiettivo del convegno, “L’inclusione esclude gli egoisti’’  che si è tenuto all’interno della biblioteca di via Nicola Nicolini.  Da qui è arrivato un messaggio forte: fare in modo che sulla disabilità vengano ampliati gli orizzonti contando sulla sinergia istituzionale.

A partecipare all’incontro, diversi esponenti della Municipalità Terza, del Comune di Napoli, del mondo della scuola e dell’associazionismo. «La figura centrale in certi contesti è quella dell’assistente sociale  – ha spiegato nel suo intervento il presidente della Municipalità Terza Fabio Greco- Sul nostro territorio abbiamo solo 11 assistenti sociali a fronte dei 21 che dovremmo avere per rispettare il rapporto Lep (Livelli essenziali di prestazioni ndr.) 1 a 5000. Chiediamo soltanto di andare a regime. Abbiamo necessità di avere un congruo numero di assistenti sociali, la ripartizione con le altre municipalità non è equa» chiosa Greco. Presente all’incontro la direttrice del Csv Napoli Giovanna De Rosa. «L’inclusione esclude gli egoisti” è un titolo forte, ma è soprattutto una responsabilità perché ci chiede di scegliere da che parte stare: se includere davvero, mettendo in discussione abitudini e modelli oppure continuare a escludere nei fatti. Parlare di sport e disabilità – ragiona la direttrice De Rosa – significa parlare di che tipo di comunità vogliamo essere. La visione è semplice, ma non facile: costruire una comunità in cui nessuno è definito dai propri limiti, ma riconosciuto per il proprio valore». Il direttore del Csv lancia un monito. «Serve un passaggio chiaro: dalla competizione alla relazione. Il volontariato trasforma lo sport in un luogo di incontro tra differenze e di costruzione di legami. E ha una responsabilità culturale, quella di promuovere e riconoscere la disabilità come parte della ricchezza delle nostre comunità. È lì che si esercitano gentilezza e tolleranza, ogni giorno e che si sviluppano e si riconoscono competenze trasversali quali l’ascolto, relazione, gestione dei conflitti, lavoro di squadra. Parlare di inclusione significa anche questo: tenere insieme i bisogni individuali e una visione sistemica ed equa. Perché non basta adattare una singola attività: occorre trasformare i contesti, renderli accessibili, aperti, capaci di accogliere».

«C’è ancora tanto da fare, abbiamo Napoli capitale dello sport e fare un’azione di baskin all’interno della scuola Nicolini» raccoglie l’appello Luca Di Liddo consigliere Terza Municipalità delegato alla disabilità. Massimo Cilenti, presidente commissione politiche sociali del Comune di Napoli ammette come «nel centro della città di Napoli, è vero, mancano gli spazi. Nelle periferie si sta facendo un grande lavoro anche per chi ha delle disabilità. C’è una accessibilità a tutti. Ma esiste anche un’altra barriera: la sensazione dello sport finalizzato al successo ma è invece un elemento aggregante che serve al miglioramento della qualità della vita. La competizione non è per tutti».

Molti parlano del tema della disabilità e dell’inclusione, ma spesso gli appelli restano tali. Ne è consapevole Pietro De Felice, volontario dell’associazione Asso… è, che opera soprattutto nella zona dei Ponti Rossi. «Le persone sono indifferenti alla tematica della disabilità. Noi dobbiamo sensibilizzare ma ci vuole una partecipazione maggiore e spazi più grandi. Le istituzioni possono ascoltare di più. Si potrebbe lavorare di più su un campo più ampio». Garante della disabilità alla Terza Municipalità è l’avvocato Vincenzo Gargiulo. «Il garante viene sollecitato dai cittadini quando c’è un diritto leso, da difendere. Cerchiamo di fare cultura sul territorio. Le persone con disabilità non vanno etichettate per la loro condizione. Il contesto in cui vivono creano la limitazione. Decreto legislativo 62 del 2024 in vigore dal 2025 per realizzare il progetto Vita», ovvero uno strumento personalizzato e partecipato, centrato sulla persona con disabilità, per definire supporti e sostegni volti a migliorare la qualità della vita, l’autonomia e l’inclusione sociale.

di Antonio Sabbatino

Agenda

medolla 23 ore fa

Sport e inclusione: trasformare la disabilità in risorsa al servizio della collettività

Gravetti 2 giorni fa

LAVORO, LA GEN Z DICE STOP ALLA REPERIBILITÀ CONTINUA: 6 GIOVANI SU 10 RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE

Gravetti 3 giorni fa

DAL POMODORO ALLE CAGLIATE, L’INVASIONE “SILENZIOSA” CHE SOFFOCA IL MADE IN ITALY

Gravetti 6 giorni fa

I nonni con la valigia: over 75 emigrano per i nipoti e per migliori prestazioni sanitarie il DOSSIER

Salta al contenuto