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Nel Salento, solo quattordici migranti sono donatori di sangue

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LECCE. Sono solo quattordici gli immigrati che donano il sangue nella provincia di Lecce:  si contano solo otto donne e sei uomini stranieri che hanno realizzato un atto di amore per la consociazione Fratres nel 2010 nel Salento. Una rilevazione statistica che sintetizza le difficoltà per il ricambio generazionale dei donatori. L’obiettivo è coinvolgere in maniera sistematica, tutelante e tutelata, della popolazione adulta immigrata nell’ambito della donazione gratuita, anonima, consapevole, responsabile e periodica del sangue e degli emocomponenti. E’ l’obiettivo la consociazione Fratres salentina, che festeggia i suoi trenta anni di attività con una tavola rotonda dal nome “Dialogare per donare – Gli scenari possibili della donazione di sangue nella società multietnica”, in programma il 10 dicembre alle 15:30 nell’Istituto delle Suore Maestre Pie Filippine di Otranto. L’iniziativa è promossa dalla Fratres, dalla città di Otranto, FM Misericordiae, Agimi, Amis e del Centro Servizi per il Volontariato del Salento, con il contributo del Bando Idee 2011.
TAVOLA ROTONDA – Dopo i saluti istituzionali, interverranno Luigi Russo, presidente del Csv Salento sul tema “Volontariato, la Cultura del Dono e l’Ascolto dei Bisogni del Territorio”, Rosy Imperiale, presidente Amis, in relazione a “La Mediazione Culturale nel Salento”, Fernando Valentino sul tema “SOS Africa: un’esperienza di volontariato sanitario” e don Giuseppe Colavero, direttore del Centro Agimi su “Integrazione e Legalità: un cammino difficile”.

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