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Baraonda e PizzAut, l’incontro tra due realtà che cambiano il futuro dell’autismo

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 L’incontro tra realtà che condividono la stessa visione e lo stesso obiettivo può trasformarsi in una meravigliosa occasione di crescita, di incoraggiamento, di rafforzamento. Se poi le due realtà di cui stiamo parlando si chiamano PizzAut e Baraonda, allora non c’è nulla di paragonabile in termini di entusiasmo, sorrisi, di promesse per un futuro sempre più orientato al lavoro inclusivo.

Non è semplice raccontare quello che è accaduto a Cercola la scorsa settimana, quando il Baraonda Café Bar Sociale ha accolto la visita di Nico Acampora, ideatore del progetto PizzAut, oggi considerato uno dei modelli più significativi di impresa sociale in Italia.
Il Baraonda Café Bar Sociale, realtà promossa dalla TAM Cooperativa Sociale, è uno spazio di lavoro e formazione gestito da giovani nello spettro autistico e da persone con disabilità psichica, con l’obiettivo di costruire percorsi di autonomia attraverso il lavoro quotidiano e attraverso la dignità che ne consegue.

La visita di Acampora ha rappresentato un momento di confronto diretto tra esperienze accomunate dalla stessa missione: dimostrare che l’inclusione non è solo un principio, ma può diventare pratica concreta, organizzata e sostenibile, giorno dopo giorno e al di là dei proclami.
Ad accogliere il fondatore di PizzAut sono stati i ragazzi del Baraonda, che hanno mostrato il proprio lavoro, le competenze acquisite e il percorso di crescita personale costruito nel tempo.
«Quando ho visto Nico Acampora nei nostri locali mi sono sono sentita felice – ha raccontato Giada, una delle lavoratrici di Baraonda destinataria del progetto – so che viene da Milano, e per me sarebbe un sogno raggiungerlo quando sarò di festa dal lavoro». E Chiara le fa eco: «Sono anche io stata felicissima di questa possibilità, Nico Acampora è una persona socievole, corretta, è stato bello conoscerlo di persona».

Il dialogo tra le due realtà ha permesso di condividere modelli organizzativi, difficoltà affrontate e risultati raggiunti, evidenziando come il lavoro possa diventare uno strumento reale di emancipazione: l’esperienza di PizzAut continua a rappresentare un punto di riferimento nazionale, capace di dimostrare che l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità è possibile quando esistono progettualità solide e una visione imprenditoriale chiara.
Allo stesso modo, il Baraonda Café si inserisce in questo percorso, offrendo un ambiente in cui i ragazzi possano sviluppare autonomia, responsabilità e competenze professionali.

Durante la visita si è parlato anche del ruolo delle cooperative sociali e della necessità di rafforzare le reti territoriali per garantire continuità ai progetti di inclusione lavorativa. Il confronto ha evidenziato come la crescita di queste realtà passi attraverso formazione, accompagnamento e fiducia nelle capacità delle persone coinvolte.
Un momento significativo della giornata è stato il dialogo diretto tra Acampora e i ragazzi, che hanno potuto raccontare il proprio percorso e ricevere stimoli nuovi per il futuro.
A sottolineare il valore dell’incontro è intervenuto anche il presidente della cooperativa, Fabio Matascioli, che ha dichiarato:
«Avere incontrato il fondatore di PizzAut è stato per noi motivo di stimolo e di confronto. Stimolo in quanto poter incontrare Nico Acampora, colui che per primo in Italia ha dato lavoro a ragazzi con autismo, è stato per noi una conferma circa la bontà del nostro progetto e del lavoro fatto al Baraonda, spronandoci a fare sempre meglio e sempre di più. Confronto in quanto abbiamo avuto modo di chiacchierare, scambiarci esperienze e considerazioni e poter attingere al bagaglio di esperienza che PizzAut ha maturato negli anni e che l’ha portata ad essere un punto di riferimento sul territorio nazionale».

Le sue parole sintetizzano lo spirito dell’incontro: da un lato la conferma del lavoro svolto, dall’altro la volontà di continuare a migliorare attraverso il confronto con esperienze consolidate.
L’iniziativa ha inoltre rafforzato l’idea che l’inclusione lavorativa sia un processo in continua evoluzione, che necessita di collaborazione e condivisione tra realtà simili.
Il Baraonda Café e PizzAut, pur con percorsi differenti, si riconoscono nella stessa direzione: trasformare il lavoro in uno strumento di dignità e autonomia.

 

di Nadia Labriola

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