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Dall’Accademia di Belle Arti di Napoli il premio per i finalisti dello Strega 2026
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I riconoscimenti per i finalisti del prestigioso Premio Strega edizione 2026 progettati e realizzati dagli studenti del Biennio Specialistico di Editoria, Illustrazione e Fumetto dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, guidati dalle professoresse Enrica D’Aguanno e Daniela Pergreffi.
Il prestigioso oggetto, consegnato a Roma in Campidoglio, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Premio, è frutto del Concorso di Idee rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti statali italiane, ideato e realizzato da BPER Banca dal 2018, in collaborazione con la Fondazione Bellonci, che ha introdotto un premio speciale, Premio BPER. Il progetto vincitore “Pagine” per questa ottantesima edizione dello Strega è firmato da Valerio Sannino, con la collaborazione di Marta Fogliano e Antonio Danzi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
“Pagine” nasce da una riflessione sulla scrittura intesa come gesto originario e sulla sua continua capacità di trasformazione. L’opera assume la forma di un libro con struttura in plexiglass trasparente che espande la propria natura oltre la funzione narrativa. I segni si fanno immagini, le figure diventano racconto e le copertine si aprono in tre leporelli illustrati che si dispiegandosi acquisiscono una dimensione scultorea e installativa. La narrazione prende corpo, si estende nello spazio e invita il visitatore a percorrerla attraverso configurazioni sempre diverse. A questa visione contribuiscono anche i giovani illustratori Marta Fogliano e Antonio Danzi, autori delle immagini di due dei tre leporelli. Il loro intervento rende “Pagine” un’opera collettiva, nella quale linguaggi differenti convivono e si intrecciano, ampliando le possibilità espressive del libro.
La struttura in plexiglass trasparente, la base in pietra lavica dell’Etna e il sistema modulare dei leporelli trasformano l’opera in un organismo dinamico. Ogni apertura modifica la composizione, ogni piega genera una nuova relazione tra immagini, spazio e osservatore, restituendo un oggetto in continua evoluzione. Come riconoscimento, Pagine traduce in forma l’idea di una letteratura aperta: le continue configurazioni dell’opera e la trasparenza della copertina ricordano che un libro non coincide con il suo involucro, ma con le possibilità narrative che custodisce.
La Commissione ha scelto di premiare Pagine anche per il suo valore di unicità, la presenza al suo interno di opere originali riprodotte in fine art contribuisce infatti a rendere ciascun esemplare un oggetto esclusivo, concepito non solo come prodotto editoriale, ma come una vera e propria opera da collezione.






