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Giovani, il futuro è partecipazione. Manifesto per trasformare in realtà le idee delle nuove generazioni

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Sei punti di partenza per trasformare un “cantiere di idee” in una realtà partecipata e consolidata, fruibile soprattutto dalle nuove generazioni. È partito da Villa Fernandes a Portici il “Manifesto dei Giovani”, un percorso partecipato che mette al centro le nuove generazioni come protagoniste del futuro della città. Un’iniziativa messa in piedi dopo mesi di lavoro e che prova a rovesciare un assioma brutto da guardare ma difficile da cambiare: quella di un Sud da cui partire, più che da costruire.
Il primo incontro ha rappresentato il primo passo – pubblico e visibile – di un progetto in divenire nato dal lavoro di mesi di ascolto e confronto tra giovani attivi nel sociale, nella cultura e nella cooperazione.

A emergere, da questo primo incontro, è stato un dato politico e culturale forte: esiste e cresce una generazione, sotto al Vesuvio, che ha scelto di restare nella propria terra e di investire competenze e costruire opportunità. Una scelta, questa, dichiarata nel corso dell’evento pubblico alla presenza del consigliere regionale Davide D’Errico, che insieme a Luigi Ciliberti, presidente di Culturadice, a Simone Esposito per Pred ETS, Elena Zoino, alla vicepresidente della cooperativa Culturadice, Daniela Pastolo, TNPEE, e ad Anna Cozzolino, presidente di Storie Campania APS ha preso parte all’incontro.

Il Manifesto nasce da un processo partecipativo durato alcuni mesi durante il quale circa 50 giovani sono stati intervistati e coinvolti direttamente nella costruzione dei contenuti, mentre altri continuano a contribuire online attraverso il QR code collegato al progetto. Un lavoro strutturato anche attraverso questionari e domande mirate, utilizzati per raccogliere bisogni, idee e priorità, trasformando l’ascolto in proposta.

Sei i punti cardine emersi, che delineano una visione di città inclusiva e dinamica. La cultura, innanzitutto, come diritto accessibile e pratica condivisa, e non inteso come un evento sporadico ed occasionale. Poi l’apertura europea, con l’obiettivo di rafforzare l’accesso ai programmi internazionali e trasformare le esperienze all’estero in ritorno di competenze per il territorio. Centrale anche il tema dell’inclusione, con il riferimento al Progetto di Vita Individuale: un cambio di paradigma che mette al centro la persona, promuovendo autonomia, relazioni e qualità della vita. Accanto a questo, spazio allo sport come strumento di aggregazione libera e accessibile e alla valorizzazione del patrimonio nascosto con il progetto “Portici Sotterranea”, capace di unire cultura, lavoro e sviluppo sostenibile in una città dalla storia meravigliosa.
«Il messaggio finale è questo – spiega Luigi Ciliberti – La nuova generazione non vive nel futuro ma è una realtà già operativa. Esiste, produce, costruisce. E chiede di essere ascoltata e messa nelle condizioni di incidere davvero sul proprio territorio».

di Nadia Labriola

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