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Rifugio climatico e laboratori gratuiti, ecco come cambia il Borgo di Sant’Antonio “Spazio Obù”
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Uno spazio enorme nel cuore di Napoli, già in parte restituito alla comunità, potrebbe rivoluzionare completamente il centralissimo quartiere del Borgo di Sant’Antonio Abate, conosciuto in città come “o Buvero”. Proprio dal termine dialettale prende il nome il progetto “Obù”, nato da una imponente operazione di rigenerazione urbana, sociale e culturale, dalle “ceneri” di quello che nel ‘500 era il convento di Sant’Anna a Capuana, bene dismesso del Comune di Napoli, che fino a poco tempo fa ospitava gli uffici distaccati della Pretura, un parcheggio ed alcune attività commerciali.
Uno spazio immenso frutto di una imponente operazione di riqualificazione
Parliamo di un edificio posto su due piani di circa 4.000 mq – con un chiostro di 500 mq e spazi interni, terrazze ed un’ampia corte – con affaccio diretto su uno dei mercati più antichi della città: questo spazio si candida a diventare polo culturale di Napoli e luogo di incontro aperto al pubblico, ospitando laboratori di creatività, musica, lettura e tempo libero, attività per i minori e le famiglie del territorio, una biblioteca multimediale per tutte le età e, infine, una residenza per studenti e artisti. L’ambizioso progetto porta la firma della Fondazione Terzoluogo, che realizza a livello nazionale interventi per contrastare la povertà educativa e favorire la coesione sociale e culturale nei quartieri più complessi delle nostre città. L’organizzazione è attualmente impegnata nella creazione di due “piazze del sapere”: Napoli (spazio culturale Obù nel Borgo di S. Antonio Abate) e Milano (spazio culturale Case Nuove nel quartiere di S. Siro). «L’obiettivo finale – sottolinea Francesca Cartolano, project manager Obù/Fondazione Terzoluogo – è di creare uno spazio culturale e di socializzazione adatto a tutti, in un quartiere, quello del Borgo di Sant’Antonio Abate non facile, caratterizzato da una forte povertà educativa e profonde diseguaglianze sociali, aprendo le porte di questo posto a tutta la città con attività gratuite e per tutte le età».
Un cantiere ancora aperto: la restituzione alla città prevista per fine 2027
Grazie ad un impegnativo progetto di restauro – realizzato dallo Studio di Architettura GNOSIS Progetti – l’edificio ospiterà laboratori ed attività culturali, con un’attenzione particolare ma non esclusiva alla prima infanzia, che verranno realizzati in collaborazione con scuole, associazioni, istituzioni e altre realtà del territorio.Nel marzo 2024 la firma del protocollo di intesa tra la Fondazione Terzoluogo e il Comune di Napoli formalizza la collaborazione per azioni congiunte finalizzate all’attivazione di servizi culturali, educativi e sociali, testimoniando la sinergia tra pubblico e privato. Inizia così a prendere vita questo spazio pensato come luogo d’incontro, esplorazione e aggregazione sociale per famiglie, bambine e bambini, per giovani e persone di ogni età con: una biblioteca multimediale, servizi per l’infanzia, laboratori 0/99 anni, attività creative e partecipative. Nel capoluogo campano, i lavori del cantiere sono in stato di avanzamento: il piano terra dell’ex convento, uno spazio di circa 800 mq già inaugurato alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi a marzo di quest’anno, oggi ospita una serie di attività sociali e laboratori sperimentali, di gioco e tempo libero rivolti alla fascia d’età 0-99 anni, mentre il progetto complessivo, che coinvolge tutto il piano superiore con le terrazze, prevede diversi step di lavorazione fino a fine 2027.
L’incontro con la comunità del Borgo di San’Antonio e la biblioteca contemporanea
Molto importante l’incontro con la comunità, a partire dai commercianti della zona, che ospita forse il più antico mercato della città, come spiega Lorenzo Scirocco, responsabile sviluppo di comunità Spazio Obù/Fondazione Terzoluogo: «È stato ed è ancora fondamentale l’ascolto del territorio; dovevamo raccontare una cosa nuova in un quartiere come il Borgo di Sant’Antonio in cui questo genere di proposta culturale non c’è. Abbiamo cominciato a costruire relazioni con le famiglie, le associazione, i commercianti, le parrocchie, invitandoli a incontrarci prima ancora che aprisse il cantiere, in modo da dare a tutti il senso di quello che stavamo andando a fare». Il prossimo step è previsto per la fine 2026, quando sarà completo il primo piano, i cui locali ospiteranno una “biblioteca di pubblica lettura”, aperta a tutti in maniera gratuita, aule laboratoriali con focus sull’infanzia e altre attività culturali che saranno coordinate dalla figura di un responsabile culturale. Parallelamente, sempre nel progetto della biblioteca, nascerà una piccola emeroteca che metterà a disposizione quotidiani e riviste a chi verrà qui: un’altra piccola rivoluzione per il quartiere, che potrebbe anche attirare una fascia della popolazione più anziana.
Il piano terra dello Spazio Obù: rifugio climatico e presidio aperto a luglio
Si parte subito spalancando il cancello dell’ex convento cinquecentesco a partire dal mese di luglio. Le aree già fruibili all’esterno e all’interno, dove è possibile consultare tra l’altro libri per bambini e usufruire di giochi e altri materiali ludici, saranno aperte in estate (fino alla prima settimana di agosto) in una doppia veste. Come annuncia la responsabile Francesca Cartolano: «Obù sarà aperto a tutti come rifugio climatico per chi non può permettersi l’aria condizionata e cerca un po’ di refrigerio da quest’afa insopportabile e, al contempo, un luogo di socializzazione a costo zero. Ma, oltre a questo, offriremo, sopratutto ai bambini con i loro genitori ma non solo, una serie di occasioni di incontro e condivisione attraverso i nostri laboratori ricreativi». Quindi, mentre al mattino tutti potranno accedere senza problemi dal portone principale per trovare un momento di benessere all’interno degli spazi rigenerati e liberi di Obù usufruendo anche di un tavolo da ping pong e uno di calcio balilla, nel pomeriggio saranno proposte alla cittadinanza una serie di attività per la fascia 0/6 anni, un laboratorio di lettura e uno di uncinetto, cui è possibile prenotarsi con un messaggio al numero 3512728824 (per altri aggiornamenti sugli eventi in programma, si possono consultare le pagine social di Obù/Fondazione Terzoluogo).
Maria Nocerino





