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Vico Ritiro restituito alla città: un hub culturale e partecipativo per costruire nuove opportunità

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Un hub culturale necessario per la restituzione alla città di un luogo storico. Uno spazio pubblico che sarà al centro di progetti, idee, collaborazioni, con un occhio sempre aperto al sociale: Vico Ritiro non torna a vivere per caso, ma torna a vivere perché qualcuno ha scelto di prendersene cura. Una rete. Anzi, la Rete, quella di Comunità Vesuviana, una cordata di associazioni, consorzi, parrocchie, cooperative che sul territorio stanno lavorando per aprire spazi e opportunità, per costruire ponti e trovare risorse.
Vico Ritiro, dunque, sarà restituito alla città come centro polifunzionale e bene comune. Non si tratta di una semplice riapertura, ma dell’esito di un percorso condiviso.
Il progetto è promosso dalla cooperativa sociale Seme di Pace, con il sostegno della Fondazione Con i Bambini, e si inserisce nel lavoro, appunto, della Rete di Comunità Vesuviana, una costellazione di realtà attive nella rigenerazione culturale e sociale del territorio. Un’alleanza ampia che tiene insieme cooperative, associazioni, presìdi educativi e parrocchiali, dando concretezza all’idea di comunità educante.

Vico Ritiro nasce come presidio culturale e educativo rivolto in particolare ai giovani, ma con una vocazione aperta, trasversalebe perennemente in costruzione. Gli spazi ospiteranno aule studio, laboratori artistici e musicali, attività teatrali, corsi e un hub multimediale orientato alle competenze creative e digitali. A completare il progetto, un’area ristoro pensata come punto di incontro informale, capace di favorire relazioni oltre alle attività strutturate.

Il modello è esplicitamente partecipativo: i giovani non saranno semplici destinatari, ma saranno parte attiva nella costruzione delle proposte, e sin da adesso sono davvero numerose le associazioni e le organizzazioni che, anche non facendo ancora parte della Rete, stanno aderendo a progetti, presentazioni, iniziative.
Ed è proprio in questa direzione che si è mosso anche il primo incontro di presentazione che si è tenuto nei giorni scorsi e che ha coinvolto ragazzi tra i 16 e i 30 anni in una mattinata di visita, confronto e co-progettazione. Dai tavoli di lavoro è emersa con chiarezza una necessità: avere luoghi accessibili in cui potersi esprimere, incontrare e costruire idee, proprio come accaduto per Villa Fernandes.

«La riapertura di Vico Ritiro rappresenta un passaggio fondamentale» spiega Luigi Ciliberti, presidente della cooperativa sociale Culturadice, realtà parte integrante della Rete. «Parliamo di uno spazio vivo, in cui i giovani possano essere protagonisti reali. Solo attraverso il loro coinvolgimento diretto è possibile costruire una comunità capace di durare nel tempo. Il progetto – precisa Ciliberti – si inserisce in un processo più ampio di riqualificazione dell’area, in dialogo con altre esperienze attive sul territorio. Vico Ritiro si configura così come un’infrastruttura sociale: un luogo fisico, ma soprattutto un dispositivo di attivazione collettiva, destinato a crescere insieme a chi lo attraversa. Siamo convinti che solo attraverso l’ascolto reale e il coinvolgimento attivo dei più giovani sia possibile costruire una comunità educante solida e capace di generare impatto nel tempo».

di Nadia Labriola

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