No ai roghi tossici. Le associazioni si mobilitano

roghi-tossiciLECCE- «Non c’è pace per il territorio salentino. Ai veleni, i drammi sanitari e ambientali, alle ciminiere industriali insalubri, le discariche, le attività di cava, l’inquinamento dell’aria e della terra, si aggiunge il fenomeno sempre più diffuso degli innumerevoli roghi di materiale plastico, per lo più di copertoni e affini, che trasformano una terra sana e ricca di vita nelle più infelici delle “Terre dei fuochi”». A denunciarlo Alfredo Melissano dell’associazione Nuova Messapia in una lettera indirizzata ad alcuni protagonisti della cittadinanza attiva salentina, in particolare ai volontari della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, da sempre attenta agli intrecci tra drammi ambientali e sanitari.  L’invito lanciato da Melissano è che si possa accendere l’attenzione verso un fenomeno in crescita che «nel suo manifestarsi e protrarsi nel tempo si traduce non solo in una insana violenza verso il territorio del Salento, ma in una inquietante e rischiosissima compromissione di salubrità nelle aree colpite con gravissime ripercussione sulla salute».

Lascia un commento