Lux in Fabula: 36 anni di progetti e iniziative

NAPOLI – Lux in Fabula compie 36 anni: un traguardo importante per l’associazione culturale flegrea che ha messo al centro delle sue attività lo studio dell’immagine. Lo fa con un happening, che si è aperto con una installazione partecipata ed è proseguito con filmati e momenti di riflessione su quanto prodotto dall’associazione.

L’evento – Sabato 18 marzo, le porte del Museo del Mare di Bagnoli si sono aperte al suono di una voce che annunciava lo sgombero del rione Terra, cuore pulsante di Pozzuoli, il cui abbandono, per il pericolo di bradisismo, ha lasciato una ferita nel cuore dei puteolani. La ripetizione della litania era accompagnata dal volo di palloncini bianchi – simbolo di chi, senza comprenderne il motivo, veniva forzato ad abbandonare la propria casa – con al cordoncino frasi, foto e cartoline dell’epoca, a rappresentare quel 2 marzo 1970 che non si cancella. L’installazione, Memoria appesa a un filo, ha fatto da sottofondo visivo e concettuale all’intera manifestazione. Nella sala gremita, a introdurre c’era Eleonora Puntillo: «Il ricordo dello sgombero del rione Terra fa parte della memoria dei luoghi: e la memoria non è una questione del passato – ammonisce la giornalista – ma deve essere bussola del presente e del futuro per non incorrere in errori e ripetizioni nocive».

Gli archivi online – Puntillo ha esposto due dei principali progetti che hanno caratterizzato il lavoro di Lux in Fabula, del presidente Claudio Correale e dei volontari che si alternano nella sede di Rampe dei Cappuccini a Pozzuoli: si tratta di bradisismo flegreo (www.bradisismoflegreo.it), archivio digitale che raccoglie la memoria dei cittadini, delle pubblicazioni e della carta stampata sulle due crisi di bradisismo che hanno scosso la città, nel ’70 e negli anni ’80. Il secondo e importante progetto di digitalizzazione e libero accesso alle risorse della conoscenza è il portale Città Vulcano (www.cittavulcano.wordpress.com).

Lo studio delle immagini – Claudio Correale ha poi condotto una lezione sugli strumenti che hanno anticipato la ricreazione dell’immagine, prima ancora del cinematografo: la meraviglia suscitata dal fotogramma in movimento, che trasportava le persone in mondi altri, sopravvive ancora oggi, «sebbene il tempo attuale sia caratterizzato da un’influenza massiva che i media esercitano sulle menti degli individui: studiamo l’immagine per difenderci dagli abusi di cui è e siamo vittime», spiega il presidente di Lux in Fabula. Prima del brindisi conclusivo, è stato proiettato Ardente, filmato dei Campi Flegrei ripresi da un drone in tutta la bellezza dei luoghi, la ricchezza di una storia millenaria, da conoscere e tutelare.

di Laura Longo

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