“Buone feste a 4 zampe”, lettere ai sindaci contro i botti

di Mirella D’Ambrosio

ROMA. Dopo la deflagrazione udita durante lo scoppio dei botti, cani e gatti possono averne paura e presentare successivamente una sintomatologia da fobia o avere un attacco di panico. Molto più spesso di quanto si crede, l’animale può aver bisogno di una terapia medica e successiva riabilitazione per non rimanere segnato per sempre. Evitare danni permanenti è possibile grazie al buonsenso dei padroni ma anche delle amministrazioni comunali alle quali quest’anno si rivolgerà direttamente la Protezione Animali. “Vi sono comuni virtuosi, che hanno scelto di rinunciare agli spettacoli pirotecnici (o almeno a quelli che comportano scoppi e forti rumori ) – e altri che, invece, li organizzano – fa sapere l’ente presieduto dal Carla Rocchi – per questo l’Enpa chiede a tutti i cittadini di segnalare come si è comportato il Comune di residenza, sia nel caso abbia vietato i botti di capodanno, sia nel caso in cui siano ancora permessi: in quest’ultimo caso, l’Enpa manderà una richiesta al sindaco”. In alcuni casi, infatti, “il terrore causato dalle esplosioni può essere così forte da rivelarsi fatale. C’è poi da considerare che ogni anno la notte di San Silvestro, centinaia di cani e gatti scappano dalle loro case per paura dei botti. Tanti di loro spariscono nel nulla perché finiscono investiti da una macchina o perché non riescono a tornare dalla propria famiglia”. Il problema, tuttavia, resta particolarmente grave per gli animali non domestici, difficili da recuperare. “I botti di Capodanno costituiscono una pesante fonte di stress e un serio fattore di rischio per la loro vita – sottolinea la Protezione Animali – molti uccelli, ad esempio, muoiono perché, terrorizzati dai fuochi d’artificio, fuggono all’impazzata dai loro dormitori andando a sbattere contro i muri o i tralicci dell’alta tensione”. Ma il vademecum per un “buon Natale a 4 zampe” prosegue con ulteriori consigli. La prima regola d’oro da seguire è quella di non donare di cani, gatti o di altri pet a Natale: molti di quelli regalati a Natale finiscono poi per essere abbandonati entro giugno. E’ assolutamente da evitare anche l’acquisto di esemplari appartenenti a specie esotiche. Sotto l’albero, infine, al bando tutti gli oggetti realizzati maltrattando e uccidendo animali: pellicce e avorio anzitutto, ma anche gli insensati “Bioglobe”, veri ecosistemi “fai da te” racchiusi in una sfera di vetro dove sono imprigionati piccoli animali come formiche e gamberetti.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *