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Un parco sonoro per costruire il futuro nel ricordo dei bambini vittime innocenti della criminalità, ecco MaMeMiMò Park
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Tea ha otto anni e mezzo ed è un sorriso tra i tantissimi che illuminano una giornata di sole e speranza. Si alza e legge la sua lettera. «Qui, in questo chioschetto, c’è il nostro futuro che vogliamo costruire insieme a voi grandi. Lasciatecelo vivere». Non parla solo di musica o di gioco, ma di possibilità: il futuro, per lei e per tanti altri bambini prende forma nel MaMeMiMò Park, il primo parco sonoro della Campania dedicato a minori vittime innocenti della criminalità, inaugurato a Cercola qualche giorno fa.
Qui la memoria cambia natura: non è più silenzio da contemplare o un simbolo distante, ma un’esperienza viva e partecipativa, in tanti modi diversi. Tra arbusti, percorsi e installazioni sonore, chiunque può fermarsi, toccare, produrre suoni. Xilofoni, tamburi e strumenti all’aperto diventano accessibili a tutti, a chi è nato tra le note e a chi è invece senza competenze. È in questo gesto semplice che il ricordo si fa concreto, condiviso.
Cuore del parco è “Partiture di memoria”, area interattiva realizzata con il contributo della Fondazione Pol.i.s., dove i suoni prodotti dai visitatori si intrecciano in una narrazione collettiva. Qui la commemorazione abbandona la rigidità dei rituali per trasformarsi in esperienza partecipativa: ogni nota costruisce un ponte tra passato e presente, restituendo dignità alle storie spezzate e rendendole patrimonio comune.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione di istituzioni e realtà del territorio: dal vicepresidente della commissione anticamorra della Regione Campania Giorgio Zinno al sindaco di Cercola Biagio Rossi, passando per Rosaria Manzo della Fondazione Pol.i.s. e Arturo Giustardi di Aicip. Presenti anche i rappresentanti della Regione Campania, tra cui la dirigente Rosa Caterina Marmo e Salvatore Apuzzo, a testimonianza di un impegno che tiene insieme livelli diversi ma convergenti.
«Questo progetto esiste perché, nell’ambito di un piano più ampio di riqualificazione e rilancio sociale, abbiamo scelto di investire risorse professionali, morali ed economiche. Ma è la rete che si è creata intorno ad aver costruito, e che continuerà a costruire il resto», spiega Luciana Mazzone, presidente di Scintilla srl e ideatrice del progetto. «Fondazione Polis ha donato le strumentazioni per l’area di Partiture, la Regione Campania ha messo a disposizione 500 alberi per la piantumazione, e tutto questo è stato possibile grazie a un’alleanza concreta. Quando gli intenti sono seri, l’impegno diventa visibile e davvero utile alla collettività».
Il parco nasce infatti da un lavoro condiviso che intreccia istituzioni, terzo settore e cittadini, configurandosi come un laboratorio sociale aperto. Anche l’arte contribuisce a questo processo: la street artist Alessandra Mai ha scelto di intervenire gratuitamente su alcune aree, trasformando muri e spazi in superfici narrative capaci di raccontare emozioni e memoria, e molti altri saranno gli artisti e gli imprenditori che continueranno a investire risorse e competenze a supporto del progetto.
Durante la giornata, la musica ha accompagnato ogni momento: dal coro delle donne “Incanto” all’esibizione dei bambini del coro Voci Bianche Il Manicoro, fino ai brani cantati insieme, in un clima che ha unito partecipazione e leggerezza. Anche la piantumazione degli arbusti, provenienti dai vivai forestali regionali, è diventata un gesto simbolico e collettivo.
Gestito dalla società Scintilla srl, il MaMeMiMò Park si propone come punto di riferimento per famiglie, scuole e associazioni.
di Nadia Labriola






