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Una squadra di fedeli tra i clochard

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NAPOLI. Un messaggio di fede, anche tra gli ultimi, tra gli invisibili. C’è chi ha deciso di scendere in strada per vivere il Vangelo tra gli ultimi, sostenere con un gesto chi vive ai margini. È il caso i Francesco e Milena Nota  che, con un gruppo di fedeli della chiesa Santa Maria del Soccorso all’Arenella, preparano pasti caldi e vivande per i senzatetto di Napoli. Un’attività iniziata otto anni fa, che oggi coinvolge circa quaranta persone della comunità parrocchiale. «La nostra missione – spiega Francesco – è continuare a incontrare Gesù attraverso i poveri».

UNA SQUADRA ORGANIZZATA – Un team messo su da quattro amici nel 2003. All’inizio poca organizzazione e tanto cuore: in strada riuscivano a portare fette biscottate e qualche bevanda calda, the o latte. Con il passaparola tra gli altri fedeli e il sostegno del parroco don Aldo, il gruppo ha aggiunto pietanze calde e tanta organizzazione: oggi riesce a distribuire 200 pasti a settimana. Nulla è lasciato al caso per consegnare a ogni clochard di Napoli una busta con un primo, un panino, una bottiglia d’acqua, una merendina e un frutto. Oggi la “squadra” è formata da quaranta persone, tra giovani e adulti della comunità parrocchiale, coordinate da Milena. Spetta a Elio Mercadante gestire il fondo per gli acquisti. Ogni sabato si mette in moto la macchina organizzatita. In venti, soprattutto donne, cucinano ogni settimana, la rosticceria la Padella offre venti panini ogni week-end, i più giovani raccolgono i pasti per poi portarli nei locali parrocchiali e procedere all’inscatolamento. Chiusa la fase di praparazione, si passa alla distribuzione dopo le venti.
UN GESTO DI FEDE OLTRE LE RELIGIONI – È una piccola missione portata avanti dalla comunità parrocchiale dell’Arenella, dettata soprattutto dalla fede. Prima della distribuzione, per tutti c’è un momento di raccogliemento e preghiera dove tutti stringono le mani. «Recitiamo il Padre Nostro – aggiunge Francesco Nota – e leggiamo i passi domenicali del Vangelo. Lo facciamo per avvicinarci, creare  un legame attraverso i gesti e la fede. Nessun problema per i tanti musulmani, in fila per un pasto caldo. C’è tanto rispetto reciproco prima di mangiare tutti insieme».

di Stefania Melucci

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