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«Senza Cie, una città migliore»: appello per chiuderlo

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BOLOGNA Dopo Modena anche Bologna si mobilita per la chiusura del Centro di identificazione ed espulsione. È l’associazione Ya Basta, da sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei migranti, a lanciare una campagna per la chiusura del Cie di via Mattei. Tra i primi firmatari ci sono anche la deputata Sandra Zampa e Danilo Gruppi della Cgil che in aprile aveva visitato la struttura. «Ci sembra evidente la necessità di aprire un nuovo spazio di discussione e proposta, anche normativa, per il recepimento delle norme europee più avanzate a tutela dei diritti – si legge nel comunicato – e una complessiva revisione delle normative sull’immigrazione». Allo stesso tempo l’associazione lancia una campagna di solidarietà con segnali concreti a sostegno dei bisogni delle persone che si trovano recluse nei Cie in raccordo con le associazioni di volontariato già attive.
INCLUSIONE, NON RECLUSIONE. «Non sono queste le politiche per l’immigrazione di un Paese civile e lungimirante, non è rinchiudendo le persone nei Cie e rendendole invisibili agli occhi della società che prepareremo un futuro migliore – scrive l’associazione – Queste persone sono uomini e donne che migrano perché aspirano a una vita migliore esattamente come accadde a tanti italiani molti anni fa: avrebbero bisogno di solidarietà, sostegno e integrazione ma sono oggetto di un dispositivo penalizzante che spreca con i suoi pesanti oneri di gestione risorse pubbliche senza risolvere alcun problema». L’associazione sottolinea come il Cie sia il simbolo di una cultura politica che nega il futuro e ostacola in maniera decisiva l’affermazione di un processo di cittadinanza aperta e reale, fatta di diritti, dignità e speranza a coloro che emigrano.
PER SAPERNE DI PIU’:

Il sito dell’associazione Ya Basta

 

di Luisa Corso

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