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Lo Swap Party dedicato al riuso: abiti e accessori trovano una seconda vita

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Un pomeriggio dedicato alla sostenibilità, alla condivisione e al consumo consapevole: è in sintesi stato questo lo scopo dello Swap Party che si è tenuto qualche giorno fa nei giardini di Villa Fernandes a Portici, nell’ambito delle attività organizzate dal Gas Mether Ghè in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. Un appuntamento, questo, che negli anni è diventato un punto di riferimento per quanti desiderano avvicinarsi a pratiche di riuso e riduzione degli sprechi.

L’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione ha trasformato gli spazi all’aperto della villa di via Diaz in un luogo di incontro e scambio. Tra stand allestiti lungo i vialetti dei giardini, i partecipanti hanno portato da casa abiti, borse e accessori in buono stato, mettendoli a disposizione della comunità e scegliendo allo stesso tempo altri oggetti a cui dare una nuova opportunità.
Una formula semplice ma efficace perché capace di coinvolgere cittadini, famiglie e giovani attorno a un obiettivo comune: prolungare il ciclo di vita degli oggetti e ridurre l’impatto ambientale legato ai consumi, un obiettivo in linea con molte delle attività che in questi mesi stanno animando il territorio vesuviano se si pensa, ad esempio, alle fiere del vintage o a festival di musica con esposizione e vendita di vinili tanto per citarne qualcuna.

Stili di vita

Lo Swap Party nasce infatti dalla volontà di promuovere stili di vita più sostenibili senza rinunciare alla leggerezza e alla dimensione conviviale. «L’idea di base è molto semplice: dare una seconda vita agli abiti che non usiamo più, portando capi e accessori in buono stato e scambiandoli, senza sprechi e senza acquisti inutili» spiega Patrizia Picardi che affianca in questo progetto Bruno Balestrieri, presidente del Gas. «Un gesto semplice che ci aiuta a ridurre l’impatto ambientale e a valorizzare ciò che già possediamo».
L’associazione, il cui nome richiama il modello dei Gruppi di Acquisto Solidale, riunisce famiglie che scelgono di acquistare insieme prodotti alimentari e beni di uso comune privilegiando piccoli produttori locali, rispettosi dell’ambiente e delle persone. L’attenzione all’impatto ambientale rappresenta da sempre uno dei principi guida del gruppo, che negli anni ha promosso iniziative volte a limitare sprechi, imballaggi e trasporti.

Da questa sensibilità è nata anche l’esperienza dello Swap Party, organizzato due volte all’anno: a giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, e a novembre nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Un appuntamento che coincide spesso con il cambio di stagione e con la necessità di fare spazio negli armadi.
«Questo momento può trasformarsi ogni volta in un’occasione importante – sottolinea Picardi – perché permette di dare via gli abiti in buono stato che non indossiamo più sapendo che continueranno il loro ciclo di vita. Ma lo Swap Party è anche un’opportunità di incontro, condivisione e nuove connessioni tra le persone».
Accanto al valore ambientale, infatti, emerge parallelamente quello sociale. Lo scambio di vestiti e accessori diventa un pretesto per conoscersi, confrontarsi e costruire relazioni, favorendo una cultura della collaborazione e della responsabilità condivisa.

 

Piace ai giovani

Un aspetto particolarmente significativo riguarda la crescente partecipazione delle nuove generazioni. «Stiamo riscontrando che sempre più giovani si mostrano interessati a questa pratica. Parlando con loro si ha l’impressione che non sia soltanto una questione di convenienza economica, ma che stia maturando una vera sensibilità verso i temi dell’ecologia e della sostenibilità», osserva Picardi.

Il successo dell’iniziativa conferma come l’economia circolare possa tradursi in azioni concrete e accessibili a tutti. Attraverso piccoli gesti quotidiani, come lo scambio di un abito o di un accessorio, è possibile contribuire alla riduzione dei rifiuti e promuovere una diversa cultura del consumo.
«Continueremo a proporre questo evento – conclude Picardi – nella speranza che la partecipazione cresca ogni anno sempre di più a vantaggio della nostra Madre Terra. Il cambiamento parte da noi».

di Nadia Labriola

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