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I “perchè?” dei bambini alle Catacombe di Napoli

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cortileNAPOLI- Ogni bambino ha delle domande. Ogni bambino coltiva i suoi “perchè ?”, i suoi “come ?” sulla vita, sulla morte, sul cielo, sulla terra e su tutte quelle cose che sono tra cielo e terra, sui grandi temi che interpellano la società. Da un’ intuizione del cardinale Gianfranco Ravasi dai cortili della città si arriva allora al Cortile dei Bambini, iniziativa che si è tenuta ieri alle Catacombe di San Gennaro.  Alla presenza di Padre Laurent Mazas, direttore esecutivo del Cortile dei Gentili, di don Antonio Loffredo, direttore delle Catacombe di san Gennaro e di Fabrizio Minnella, responsabile Ufficio comunicazione Fondazione con il Sud, oltre 400 bambini di diversi quartieri di Napoli, insieme con i piccoli artisti dell’orchestra Sanitansamble, si sono incontrati per un’attività che coinvolge bambini di sei scuole primarie di Napoli e di due della Capitale. I piccoli ospiti hanno visitato le Catacombe di san Gennaro e si sono incontrati in attività laboratoriali promosse, tra gli altri, dalla Fondazione con il Sud e dall’Altra Napoli Onlus.
Il 31 maggio i piccoli protagonisti del Cortile affronteranno un viaggio particolare: un treno  con partenza da Napoli, condurrà i bambini a Roma per incontrare Papa Francesco, visitare il Vaticano, ma anche il Colosseo“Abbiamo scelto, assieme al Ministero dell’istruzione – spiega Patrizia Martinezresponsabile del ‘Cortile dei bambini’ – scuole lontane dal centro, lontane dai luoghi della bellezza e della cultura. I bambini sono preparati dalle maestre alla visita delle catacombe, ma restano incantati da ciò che c’è di bello e luminoso sotto terra. Grazie anche alle spiegazioni dagli archeologi si accostano con curiosità a una tematica storica generalmente ostica per bambini fra i 9 e i 10 anni”.”Lo scopo del ‘Cortile dei bambini – aggiunge – è far sì che bambini di tutto il mondo possano conoscersi tra di loro, scambiare impressioni su luoghi artistici o sacri che circondano la nostra quotidianità ma spesso non conosciamo. Far arrivare arte, conoscenza e cultura nelle loro vite perché siano stimolo per il loro futuro”.

di Redazione

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