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Disabili costretti all’elemosina, liberati. Ma adesso qualcuno li aiuti

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MILANO.  “Siamo consapevoli che le persone disabili ai semafori non chiedono l’elemosina per volontà, ma per conto di terzi”. E’ questo l’appello lanciato oggi da Fulvio Santagostini, presidente della Ledha, che si rivolge alle istituzioni che oggi hanno liberato ben 32 vittime del racket dell’accattonaggio.

 

IL FATTO – L’attenzione insomma è tutta rivolta a queste persone disabili, spesso deturpate dai loro sfruttatori, che chiedono l’elemosina semafori, o all’uscita dei supermercati.  E invece, mentre dovrebbero essere tolte sì dal marciapiede ma per essere poi assistite, curate, riabilitate, e rimesse in condizione di vivere una vita dignitosa, parrebbe che il ritorno alla normalità sia decisamente complicato.

LE ASSOCIAZIONI – Il presidente della Lega delle associazioni dei disabili si  è quindi reso subito disponibile ad offrire un aiuto al Comune, se necessario. “Ora bisogna garantire l’accessibilità al sistema sanitario nazionale e fornire tutti gli ausili possibili alle vittime – ha concluso Santagostini – Poi vanno valutate le diverse disabilità e a quel punto vanno supportate dal punto di vista sanitario e psicologico”.

                                                                                                                                                                                                                 di Alessandro Barba

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