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«Sono gay» e si butta dal palazzo. «Gli omofobi facciano i conti con la coscienza»

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stop_omofobia_26801ROMA – «Sono gay»: queste le parole che un giovane di 21 anni avrebbe lasciato scritte in una lettera prima di gettarsi nel vuoto. È successo nella notte tra sabato e domenica in un comprensorio sulla via Casilina, l’ex pastificio Pantanella che oggi ospita uffici e appartamenti. Il ventunenne si è suicidato gettandosi dall’undicesimo piano dell’edificio: «L’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza», avrebbe scritto il giovane nella sua ultima lettera. Sul posto sono intervenuti gli uomini del commissariato San Lorenzo, che per il momento non ipotizzano che il 21enne abbia subito vessazioni e non fanno ipotesi sulle motivazioni del gesto.
NUOVO CASO – Se fossero confermate le motivazioni del gesto, si tratterebbe della terza tragedia, in dodici mesi, che vede come protagonista un giovane omosessuale nella Capitale. A novembre scorso un quindicenne, studente del liceo scientifico Cavour, si era tolto la vita legandosi una sciarpa intorno al collo. Questa estate stessa tragedia in un palazzo in zona Torraccia: «Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma» aveva scritto un quattordicenne prima di suicidarsi gettandosi dal terrazzo di casa. A maggio scorso, invece uno studente di 16 anni, di origini romene, si era gettato durante la ricreazione da una finestra del terzo piano dell’istituto tecnico che frequenta nella capitale, in zona Marconi. Fortunatamente una auto aveva attutito il colpo e il ragazzo si era fratturato solo le caviglie….CONTINUA A LEGGERE SU CORRIERE.IT 

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