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Quando il no profit può salvare l’azienda in crisi

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volontariatoROMA – «Chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi può essere considerato un lavoratore svantaggiato». È quanto emerge da un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità. Lo ha evidenziato sul Corriere della Sera Giorgio Fiorentini, responsabile scientifico Master in management Imprese Sociali Cooperative e Aziende Non Profit Università L.Bocconi. In questo momento di crisi, il mondo del no profit tende la mano al no profit. In che modo? Una persona che ha un’occupazione fragile – quindi lavoratori svantaggiati – può costituire cooperative sociali di tipo B o imprese sociali, anche come srl e spa senza distribuzione di utili. Si apre così l’opportunità di collaborazione tra profit e no profit, con la creazione di “impresa sociale salvaziende: si interviene sul profit in crisi diventando imprenditori di se stessi insieme a chi ha creato l’azienda. Un modo per creare lavoro, con una “santa alleanza”.
di Stefania Melucci

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