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Addio alla Consulta nazionale del servizio civile

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ROMA . Sono stati respinti in 5ª Commissione Bilancio del Senato i due emendamenti che puntavano a salvare proprio la Consulta nazionale del servizio civile, escludendo oneri per lo Stato, la cui soppressione è prevista, insieme ad altri organismi consultivi, dall’art. 12 (comma 20) del Decreto-legge di “spending review”. Si trattava in particolare degli emendamenti 12.25 e 12.29, a firma rispettivamente del senatore Carlo Giovanardi (PdL) e dei senatori del PD Francesco Ferrante, Daniela Mazzuconi e Roberto Della Seta. E’ quanto si legge su sul sito del Tavolo ecclesiale sul servizio civile. Respinti anche tutti gli altri emendamenti che prevedevano che gli organismi consultivi rimanessero in carica senza spese per lo Stato. Salvi solo l’Osservatorio nazionale dell’associazionismo (art. 11 legge 383/2000), l’Osservatorio nazionale per il volontariato (art. 12 legge 266/91), l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, il Comitato nazionale di parità e la Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità. Il testo finale del Decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, su cui il Governo ha messo la fiducia, sarà votato oggi in Aula al Senato. In una nota il Forum del Terzo settore, mentre ha espresso soddisfazione per il ripristino di alcuni Organismi, ha ricordato come «purtroppo ne verranno chiusi molti altri, il cui costo, nullo in termini economici, è invece molto alto in termini di confronto, partecipazione, costruzione di socialità e di fiducia, dunque di democrazia per il nostro Paese. Tra questi la Consulta nazionale del Servizio civile, uno strumento importante che tutela la formazione di moltissimi giovani».
 

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