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Cronaca

Caporalato e navette abusive nell’area flegrea: le denunce dei carabinieri

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Partono alle cinque del mattino da piazza Garibaldi. Furgoni e autovetture, quasi sempre condotti da cittadini extracomunitari, raccolgono connazionali e li trasportano verso i campi agricoli o lungo le coste dell’area flegrea, dove attendono i bagnanti carichi di ombrelloni, secchielli e merce contraffatta. Un esercito silenzioso, organizzato, che muove ogni giorno decine di migliaia di euro e sul quale, secondo gli investigatori, la criminalità organizzata ha da tempo posato lo sguardo.

È questo il quadro che emerge dal servizio di alto impatto condotto dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli nei comuni dell’area flegrea, con un’attenzione specifica al lavoro sommerso, al commercio del falso e al caporalato. Terminal della Cumana di Licola, primo nodo dei controlli: qui le navette abusive attendono i lavoratori all’alba, replicando un meccanismo rodato che ruota attorno allo sfruttamento dei braccianti e dei venditori ambulanti irregolari.

Nel corso dell’operazione i militari della stazione di Licola hanno individuato un Fiat Doblò con quattro stranieri a bordo. Il conducente, un 36enne, non si è fermato all’alt e ha dato vita a un inseguimento per le strade della cittadina; i quattro hanno poi abbandonato il mezzo e tentato la fuga a piedi, venendo bloccati poco dopo e denunciati. Quattro in totale gli autisti abusivi fermati nel corso del servizio.

Il caporalato agricolo e il commercio ambulante irregolare nelle zone balneari rappresentano due facce dello stesso fenomeno: lavoro non dichiarato, assenza di tutele, vulnerabilità strutturale di lavoratori che difficilmente denunciano la propria condizione. Un circuito che prospera sull’invisibilità e che l’operazione di questa mattina ha portato, almeno in parte, alla luce.

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