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A Torre del Greco la cultura diventa un ponte tra generazioni, il premio Fratelli De Filippo guarda al futuro

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Tenere assieme il lavoro di un artigiano, la memoria di un territorio e il talento di un giovane che si affaccia per la prima volta al mondo dello spettacolo. Succede a Torre del Greco. Cultura e comunità creano una comunità capace di mettere in dialogo generazioni, competenze e linguaggi diversi. È questo il filo conduttore della IX edizione del premio Fratelli De Filippo Macte Virtute Esto, dedicata quest’anno al teatro e al cinema e in programma sabato 26 settembre alla Lavela Beach Club di Torre del Greco. Un appuntamento che, oltre a celebrare interpreti e professionisti dello spettacolo, prova a raccontare il rapporto tra cultura e territorio.

 

La scelta di Torre del Greco non è casuale. La città è infatti fortemente legata alla tradizione della lavorazione del corallo e del cammeo, un patrimonio fatto di manualità, creatività e trasmissione di conoscenze. È proprio questo patrimonio a diventare metafora di un altro tipo di talento. Quello degli artisti che, attraverso il teatro e il cinema, trasformano esperienza, studio e sensibilità in una forma di racconto condiviso. Il punto, allora, non è soltanto premiare chi ha raggiunto risultati nel proprio percorso professionale. È riconoscere alla cultura una funzione che va oltre il palcoscenico e lo schermo, ovvero creare relazioni, trasmettere saperi, offrire occasioni di espressione e costruire un legame tra passato e futuro.

 

Particolare attenzione viene infatti riservata alle nuove generazioni. Accanto ai riconoscimenti destinati a figure affermate del teatro e del cinema, il premio dà spazio a giovani talenti e a quelle che vengono definite giovani eccellenze. Una scelta che porta al centro il tema della trasmissione. Ogni comunità ha bisogno di conservare la propria memoria, ma anche di creare le condizioni perché chi è più giovane possa reinterpretarla e trasformarla. È una dinamica che riguarda da vicino anche il mondo sociale. Investire nei giovani significa infatti offrire loro spazi nei quali poter sviluppare capacità, costruire relazioni e immaginare il proprio futuro. E la cultura può diventare uno di questi spazi, soprattutto quando non viene considerata soltanto come intrattenimento, ma come una componente della vita collettiva.

 

In questa prospettiva si inserisce anche l’attenzione alla cultura del territorio e al cineturismo, che il Premio riconosce attraverso alcuni dei suoi riconoscimenti speciali. Il cinema può diventare così anche uno strumento per raccontare i luoghi, rafforzarne l’identità e generare nuove occasioni di conoscenza e partecipazione. Sul palco saliranno nomi importanti del cinema e del teatro, tra cui Maria Grazia Cucinotta, Giacomo Rizzo, Marzio Honorato e Patrizio Rispo, insieme a numerosi interpreti e professionisti. Ma la presenza di tanti giovani accanto alle figure più esperte restituisce al premio una dimensione che va oltre la celebrazione delle carriere. Il valore di un patrimonio culturale, del resto, non si misura soltanto nella capacità di conservarlo. Si misura anche nella possibilità di renderlo accessibile, condividerlo e consegnarlo alle generazioni che verranno. È la stessa logica che appartiene ai mestieri artigiani e che, in forme diverse, riguarda il teatro e il cinema.

 

di Ciro Oliviero

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