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Da bene confiscato a casa dell’autonomia: a San Giorgio a Cremano prende vita “Abitare il Futuro”

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Un immobile sottratto alla criminalità organizzata diventa una casa dove costruire indipendenza e trovare nuove prospettive di vita, partendo da un fondamento che si chiama dignità.
”Abitare il Futuro” è il progetto partito a San Giorgio a Cremano che mette a disposizione dodici appartamenti di co-housing destinati a persone con disabilità, nell’ambito dei percorsi previsti dal ”Dopo di Noi”.

L’iniziativa è finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU e il PNRR – Missione 5, Componente 2, Investimento 1.2, dedicato ai percorsi di autonomia per le persone con disabilità. Il Comune di San Giorgio a Cremano è capofila dell’Ambito N28, mentre la gestione del progetto è affidata all’ATS guidata dalla Cooperativa Bambù, insieme alle cooperative Idea ed Elios.

I dodici beneficiari potranno intraprendere un percorso verso una vita più autonoma, dignitosa, sperimentando una quotidianità fatta di responsabilità personali e da condividere, di sostegno reciproco e partecipazione e coinvolgimento. Il co-housing rappresenta infatti un modello che supera l’assistenza tradizionale, promuovendo i concetti di autodeterminazione, inclusione e di miglioramento della qualità della vita.

Particolarmente significativo è il valore simbolico dell’intervento: gli appartamenti sorgono infatti in un bene confiscato alla criminalità organizzata, dunque un luogo che in passato rappresentava il peggio, per una società civile degna di essere definita tale, oggi viene restituito alla collettività per rispondere ai bisogni delle persone più fragili. Un cambiamento che rende tangibile il senso del riutilizzo sociale dei beni confiscati, trasformandoli in strumenti di riscatto sociale, morale, umano.

L’inaugurazione ha visto la partecipazione del sindaco Michele Carbone, del coordinatore dell’Ufficio di Piano dell’Ambito N28 Michele Maria Ippolito e del presidente della Cooperativa Bambù, Giovanpaolo Gaudino. Presenti anche il vicepresidente della Commissione speciale Anticamorra della Regione Campania Giorgio Zinno, la presidente della VI Commissione regionale Istruzione, Cultura, Ricerca Scientifica e Politiche Sociali Bruna Fiola e l’assessore regionale alle Politiche Sociali Andrea Morniroli, a testimonianza dell’importanza istituzionale del progetto.

Per le dodici persone che iniziano questo percorso, non si tratterà soltanto di ricevere un alloggio, ma di conquistare spazi di autonomia, costruire relazioni e progettare il proprio futuro. Per la città, invece, il progetto rappresenta un modello di welfare che mette insieme legalità, inclusione e diritti, dimostrando che il recupero di un bene confiscato può tradursi in una concreta occasione di crescita per l’intera comunità.

 

di Nadia Labriola

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