Permessi di soggiorno salati? Ecco il «Mutanda-day»

ROMA. Slip di protesta contro il caro-contributo per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno, una supertassa sulla pelle degli immigrati. E allora ecco il «Mutanda-day»: tutti in piazza il 3 febbraio sotto le prefetture di Napoli, Torino e Vincenza e nelle altre principali città italiane. La protesta è promossa dall’Unione sindacale di Base per chiedere per chiedere la cancellazione di «una tassa razzista  che rievoca l’Apartheid in Sudafrica o la segregazione razziale negli Usa», spiega il responsabile nazionale Immigrazione Usb, Aboubakar Soumahoro. «Paghiamo già 72 euro per le pratiche sui permessi – continua – dunque questa non è altro che una “sovratassa” sull’essere stranieri, visto che gli italiani pagano pochi euro per rinnovare la loro carta d’identità». A partire dal 30 gennaio, gli stranieri pagano tra 80 e 200 euro in più rispetto alle spese già previste, per rinnovare o per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno. Un salasso per le famiglie con due figli maggiorenni.

CGIL, CISL, UIL: TASSA DA RIMODULARE, MONTI INTERVENGA SU PERMESSO SOGGIORNO – I sindacati Cgil, Cisl e Uil, in una nota congiunta, danno appuntamento il 10 febbraio davanti alle prefetture di tutta Italia per una mobilitazione contro la sovrattassa, già entrata in vigore, per il rinnovo oil rilascio del permesso di soggiorno. «La sovrattassa va quanto meno rimodulata – si legge -poiché così com’è non è accettabile, né per il peso sulle famiglie immigrate,né per la sua finalizzazione. Inoltre è urgente che il governo intervenga rapidamente sulla durata del permesso di soggiorno per coloro che hanno perso il lavoro, concretizzando  quanto più volte annunciato dai ministri Riccardi e Cancellieri». I sindacati tornano a chiedere al governo di «aprire su questo, come sul complesso delle norme sull’immigrazione, a partire dal recepimento della direttiva EU n.52, un confronto di merito che porti a soluzioni efficaci e condivisibili».

di Luisa Corso

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