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Italiani troppo pigri, molto alto l“indice di inattività”

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ROMA. In Italia regna la pigrizia. Almeno secondo uno studio dell’Università di Pelotas, in Brasile. Alla base della ricerca scientifica ci sono i dati sulle attività motorie svolte dai soggetti adulti, da cui è stato possibile ricavare il famigerato “indice di inattività”. Il gruppo di ricercatori guidati da Pedro C. Hallal ha analizzato le abitudini delle persone in 122 Paesi decretando l’Europa come il continente più pigro. Secondo la classifica, i peggiori scansafatiche sono a Malta mentre l’Italia è 17esima (all’interno delle prima venti posizioni) con un indice pari al 54,7% a fronte della media mondiale ferma al 31.1.
DONNE MENO ATTIVE – In particolare, le italiane sono meno attive dei loro connazionali uomini (59,8 contro 49,6%) e la media nazionale è molto lontana da quella, per esempio, della Grecia (15,6) ma non così tanto dal 40,5 degli Stati Uniti e ancora meno dal 60 del Giappone. In Europa, però, il primato negativo italiano è molto più evidente poiché l’Italia supera solo Malta, dove ci sono le persone più pigre del mondo, Cipro, Serbia e Regno Unito. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Lancet, secondo cui per non essere così dannatamente pigri basterebbe fare 30 minuti di attività a moderata intensità 5 volte a settimana o 20 minuti a intensità “vigorosa”, tre volte a settimana.

di Mirella D’Ambrosio

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