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CPR a Castel Volturno, il Forum Terzo Settore Campania dice NO. “Non servono recinti, ma percorsi di dignità e integrazione”

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Il Forum del Terzo Settore della Campania esprime la propria netta e ferma contrarietà all’ipotesi di apertura di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) nel territorio di Castel Volturno. “Una scelta che riteniamo profondamente sbagliata, sia per la natura intrinseca di queste strutture, sia per l’impatto che avrebbero su un tessuto sociale già estremamente fragile e complesso. – spiega il portavoce Giovanpaolo Gaudino – La nostra opposizione non è solo logistica, ma di principio. I CPR sono luoghi di privazione della libertà che troppo spesso si trasformano in “zone grigie” del diritto, dove la dignità umana viene messa in secondo piano rispetto a logiche emergenziali di controllo.”

“Condividendo la posizione del presidente della Regione Campania Roberto Fico, esprimiamo tutta la nostra contrarietà sia alle finalità che alle modalità gestionali di queste strutture. – dichiara ancora il Portavoce regionale. – La storia recente ci insegna che i CPR non risolvono i problemi della gestione dei flussi migratori, ma alimentano marginalità e sofferenza.”

Castel Volturno è un territorio che da decenni vive sfide uniche in termini di accoglienza e convivenza. Introdurre una struttura detentiva in questo contesto significa esacerbare le tensioni sociali, perchè un CPR verrebbe percepito come un corpo estraneo e punitivo, aggravando il senso di abbandono dei cittadini e degli immigrati regolarmente residenti. Inoltre da anni, associazioni e cooperative lavorano quotidianamente per costruire ponti, promuovere la legalità e favorire l’inclusione lavorativa. Un centro per i rimpatri vanifica questi sforzi, veicolando l’idea che la risposta dello Stato sia unicamente repressiva.

Il Forum Terzo Settore Campania ribadisce che l’unica via percorribile è quella dell’integrazione diffusa e chiede alle istituzioni di investire le risorse previste per il CPR in politiche abitative e lavorative per sottrarre le persone al racket del caporalato e della criminalità, il potenziamento dei servizi sociali e sanitari per garantire diritti universali a tutti i residenti del litorale domizio ed un’accoglienza di qualità, sostenendo i modelli di accoglienza che puntano sull’autonomia dell’individuo e non sulla sua segregazione.

“Il Forum Terzo Settore Campania – termina Gaudino – continuerà a mobilitarsi al fianco dei territori e delle comunità locali per ribadire che la sicurezza si costruisce con i diritti e la coesione sociale, non con le sbarre. Chiediamo un confronto immediato con la Regione e le autorità competenti per fermare un progetto che riteniamo lesivo della dignità umana e della crescita civile della nostra regione.”

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