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Richiedenti asilo: domani proteste in tutta Italia

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FIRENZE – In Toscana, a ieri, secondo dati della protezione civile regionale, erano in 758 i profughi provenienti dalla Libia ospitati in 85 strutture della regione in Toscana. Solo 89 di essi sono considerati ‘vulnerabili’ (donne, minori non accompagnati, malati o anziani ndr) e potranno restare ancora nei vari centri di accoglienza. Non andrà cosi per tutti gli altri: scade infatti oggi la proroga per l’emergenza Nord Africa, decretata per l’arrivo nel 2011 in Italia di oltre 62mila migranti in fuga. Dovranno, quindi, lasciare le strutture che finora li hanno accolti e riceveranno 500 euro a testa, questa la ‘buonuscita’ prevista dal ministero dell’Interno.
LE PROTESTE – Al momento alcuni problemi si registrano in provincia di Lucca, territorio che insieme a quello di Firenze e di Grosseto, concentra il numero maggiore di profughi: ne conta circa un centinaio. A Massarosa un gruppo di migranti sta protestando da ieri davanti al municipio, con striscioni e slogan. “Siamo ospiti in una struttura di accoglienza come profughi politici. Ora ci dicono di andar via, ci sbattono in mezzo ad una strada. Ma abbiamo regolare permesso di soggiorno e abbiamo tutti la residenza qui”, dichiarano i richiedenti asilo. Si tratta di 18 persone, provenienti da Bangladesh, Nigeria, Senegal e Mali. Dal primo marzo la prefettura ha chiesto loro di liberare gli alloggi, offrendo il contributo dei 500 euro. Il Comune di Massarosa aveva pensato di aggiungerne 700 euro a testa ma “Purtroppo – spiega l’assessore al welfare Simona Barsotti – secondo la Prefettura non è possibile stanziare piú di 500 euro”. Cosí i profughi hanno cominciato la loro protesta e stamani, davanti ai carabinieri, si sono rifiutati di prendere i soldi e di firmare qualsiasi documento. La questione sarà affrontata in prefettura con urgenza, visto che restano 24 ore e oltre a Massarosa riguarda anche Lucca, Capannori e Fornaci, che vivono analoghe situazioni. Ma proteste per domani si attendono in tutta Italia.   di F.T.

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