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Prima comunione negata: «E’ incapace di intendere e volere»

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FERRARA. Non riceve la prima comunione perché il prete lo ritiene «incapace di intendere e volere». Succede a Porto Garibaldi, uno dei lidi in provincia di Ferrara, e protagonista della controversa vicenda è un bambino con ritardo mentale che il parroco del paese, don Piergiorgio Zaghi, decide di “saltare” nella somministrazione dell’eucarestia. L’episodio, avvenuto nel bel mezzo della cerimonia propedeutica per le Prime comunioni – che si terranno nel mese di maggio –, ha scatenato non poche polemiche. Alcuni genitori dei compagni di classe del piccolo, che frequenta la quarta elementare a Porto Garibaldi, con una lettera hanno invitato il prete a ritornare sulle sue decisioni. Quest’ultimo si è difeso nell’omelia pronunciata durante la messa del venerdì Santo: anche se la dottrina non prevede l’esclusione dall’Eucarestia per le persone incapaci di intendere e volere, don Piergiorgio avrebbe desiderato che il piccolo capisse o intuisse la portata del sacramento. «Nessuna discriminazione» secondo monsignor Antonio Grandini, vicario della diocesi di Ferrara-Comacchio, reduce da un incontro con la famiglia del bambino: «Per ricevere il sacramento – afferma il prelato –, il bambino dovrebbe saper distinguere il pane dall’ostia e questo, al momento, non è avvenuto». Non si esclude, aggiunge monsignor Grandini, che il piccolo possa terminare il suo percorso di crescita spirituale e ricevere il sacramento a maggio insieme ai suoi coetanei.

DON VINICIO ALBANESI.  Per don Vinicio Albanesi, presidente della comunità di Capodarco, quello del sacerdote è stato «un eccesso di razionalità: si richiede un’adesione di fede di tipo intellettivo, che il bambino evidentemente non può dare. Ma c’è una dimensione di spiritualità che è egualmente importante e vitale: noi non ne conosciamo gli effetti, ma io sono sicuro che ci siano».
Don Vinicio spiega di aver sempre dato la comunione, e anche la cresima, in casi analoghi, d’accordo con il vescovo di Fermo. «Credo sia giusto e bello far avvicinare alla comunione anche questi bambini. C’è una dimensione spirituale che va al di sopra di quella intellettiva: il bambino la percepisce anche se non può capirla»

di Francesco Gravetti

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