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Carceri aperte alla società civile, il 14 luglio visite in tutta Italia
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Le porte del carcere si aprono alla società civile. Martedì 14 luglio, nella Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle carceri, delegazioni composte da rappresentanti delle istituzioni, del volontariato, del mondo della cultura, dell’università e dell’informazione entreranno in 34 istituti penitenziari italiani, distribuiti in 29 città. L’obiettivo è riportare l’attenzione sulle condizioni di vita delle persone detenute e sullo stato del sistema penitenziario italiano.
A promuovere la mobilitazione è l’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, rete che riunisce oltre 200 enti del terzo settore impegnate sui temi della giustizia, dell’esecuzione penale, dei diritti delle persone private della libertà. L’obiettivo è riportare il carcere al centro del dibattito pubblico. Soprattutto sulla scorta dell’articolo 27 della Costituzione, che afferma che «la responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte».
L’iniziativa arriva in un momento particolarmente critico. Le carceri italiane continuano infatti a registrare un tasso medio di affollamento intorno al 140 per cento. Sono circa 18 mila le persone detenute oltre la capienza regolamentare. Una situazione che rende ancora più difficile garantire condizioni di vita dignitose, percorsi di cura, lavoro e reinserimento sociale.
Tra i partecipanti figurano, tra gli altri, Alessandro Bergonzoni, Daria Bignardi, Ascanio Celestini, Marco Damilano, Davide Dileo (Boosta), Luigi Piana, Aurelio Picca, Vanessa Roghi e Pietro Sermonti. Con loro rappresentanti delle amministrazioni locali, enti del terzo settore. «La questione del carcere è una questione di democrazia», aveva affermato nei mesi scorsi il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, intervenendo all’assemblea che ha dato vita all’Alleanza. «Così come il sovraffollamento non è causato dal destino, le condizioni di vita degradate non sono esito di qualcosa che non ha responsabilità, ma sono il frutto di scelte politiche».
Le visite interesseranno istituti per adulti e penali minorili. Da Torino a Palermo, passando per Milano, Napoli Poggioreale, Bologna, Firenze, Padova, Regina Coeli e Rebibbia a Roma. In molte città sono previsti momenti pubblici di confronto con i media e con la cittadinanza post visite. A Trento, ad esempio, la giornata proseguirà con un incontro dedicato ai percorsi di inclusione lavorativa delle persone detenute e con la proiezione del documentario La Balena, dedicato al teatro in carcere come esperienza di riscatto.
di Ciro Oliviero






