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Pellegrini di Pace: Napoli premia la regista Kaouther Ben Hania, prima donna araba e africana a ricevere due nomination agli Oscar

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Entra nel vivo la programmazione estiva del Premio Internazionale Pellegrini di Pace, l’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Napoli per sostenere percorsi permanenti di dialogo, giustizia sociale e legalità. Nel corso della conferenza stampa svoltasi al Salone Arcivescovile, è stato annunciato il riconoscimento alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, figura di spicco del cinema civile internazionale e prima donna araba e africana a ricevere due nomination agli Oscar. Il premio le verrà consegnato il prossimo 16 giugno (ore 18:00) nella Chiesa di San Giovanni Maggiore, in occasione della proiezione gratuita del suo film “La voce di Hind Rajab”, incentrato sulla tragedia dei civili e dei bambini nella Striscia di Gaza. L’evento fa parte di un fitto cartellone di appuntamenti che, fino a fine luglio, vedrà collaborare attivamente la Chiesa locale, il Comune di Napoli, l’Arciconfraternita dei Pellegrini e la Fondazione Napoli C’entro su temi che spaziano dalla geopolitica alla tutela dell’ambiente, fino ai linguaggi della musica e dei giovani.

 

I rappresentanti delle realtà coinvolte nel progetto hanno sottolineato il valore universale dell’iniziativa e la missione storica della città di Napoli in un momento internazionale estremamente drammatico. Mons. Gennaro Matino, Provicario dell’Arcidiocesi di Napoli, ha spiegato: “Perché la scelta di questa regista? Perché è un’autrice di estremo rispetto, prima donna del suo continente a ricevere la candidatura all’Oscar. L’abbiamo scelta per i significati che racconta nelle sue opere: la pace, la giustizia e il coraggio di narrare il limite del nostro tempo, in cui l’umano viene svenduto. La sua pellicola è uno squarcio significativo sul dolore che sta vivendo il popolo di Gaza; un dolore che spesso abbiamo dimenticato e che invece, con dignità e con forza, dobbiamo poter ricordare e raccontare”. Una visione che si sposa con la natura accogliente della città, come ha evidenziato Teresa Armato, Assessore al Turismo del Comune di Napoli: “È bellissimo che diverse istituzioni si mettano insieme per fare in modo che Napoli diventi un punto di riferimento nella costruzione di percorsi di pace ovunque nel mondo; per questo anche il Comune di Napoli partecipa con convinzione a questo progetto. Per tradizione, la nostra è una città aperta, del dialogo, in cui la multiculturalità è una realtà concreta. Napoli c’è sempre stata e storicamente ha sempre favorito l’integrazione di culture ed etnie diverse. È una città che accoglie, abituata al confronto tra valori, comportamenti e tradizioni; anzi, nei secoli, Napoli è stata capace di fare propria questa ricchezza, custodendone un pezzetto all’interno della sua stessa identità”.

 

L’urgenza di un’azione culturale forte di fronte ai conflitti attuali è stata rimarcata da Nino Daniele, Direttore del comitato scientifico del Premio: “La pace è il tema cruciale della nostra epoca. Una manciata di tiranni, bellicisti e guerrafondai sta stravolgendo l’ordine internazionale, il diritto internazionale e il diritto umanitario. Per questo, innanzitutto, dobbiamo occuparci e avere a cuore in ogni momento le vittime innocenti, i civili, che sono il tributo insopportabile che come umanità paghiamo a questo orrore, a questa brutalità, a questa barbarie. E poi perché questa è la missione storica di Napoli: Napoli è città della pace e, in un momento in cui il Mediterraneo può e deve tornare centrale, la nostra città ha il compito di essere un faro per il dialogo interculturale e interreligioso, contro ogni scontro di civiltà e di religione. In questo senso, le diverse anime culturali della città trovano nel premio un’importante leva e un momento di convergenza che vogliamo possa coinvolgere davvero tutta la cittadinanza”. Un appello alla concretezza e alla diplomazia rilanciato anche da Gianni Cacace, Primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, che ha richiamato i dati sul campo: “È fondamentale continuare a promuovere la pace. Di recente abbiamo promosso un incontro dedicato proprio alle vittime innocenti della guerra, durante il quale è emerso che, dall’inizio del conflitto tra Israele e Palestina, sono morti circa 20.000 bambini, oltre a 229 giornalisti e a moltissimi operatori sanitari. Questo drammatico bilancio accende i riflettori sulla morte dei più fragili e ci fa capire quanto sia urgente non fermarsi in questo impegno. Proprio stamattina i giornali riportano che continuano i bombardamenti in Ucraina, così come gli attacchi tra Israele e Iran: si bombarda da una parte e si dichiara di voler dialogare dall’altra. Noi, invece, stiamo esclusivamente dalla parte di chi vuole discutere davvero e di chi si siede al tavolo per affermare il diritto alla pace in tutto il mondo”.

 

Il viaggio del Premio sul territorio si articolerà attraverso sette appuntamenti principali che si svilupperanno tra università, teatri e piazze cittadine, con prenotazione obbligatoria per la serata del 16 giugno sul sito ufficiale pellegrinidipace.org. Si parte il 12 giugno alle ore 11:00 presso l’Aula G1 del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II con il convegno “Custodire le risorse naturali e costruire la pace”, incentrato sulla sostenibilità legata all’Agenda ONU 2030. Il momento centrale si terrà il 16 giugno alle ore 18:00 alla Chiesa di San Giovanni Maggiore con la proiezione del film e la consegna del riconoscimento a Kaouther Ben Hania. Il giorno successivo, il 17 giugno alle ore 18:00, il Teatro di San Carlo ospiterà “A Napoli la Musica Cambia!”, il Festival delle Orchestre Giovanili realizzato con la Fondazione Il Canto di Virgilio e il Pio Monte della Misericordia. Il 22 giugno alle ore 16:30, la Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini ospiterà la presentazione del libro “Acque e cibo: diritti al cuore della Pace” curato da Simona Pinton. Il calendario prosegue il 25 giugno alle ore 19:30 nella Chiesa di Donnaregina Nuova con un atteso dialogo sui temi della convivenza tra Mons. Gennaro Matino e l’Imam Massimo Abdallah Cozzolino, seguito dal concerto “Musica di pace. Un ponte tra Oriente e Occidente” con Maria Pia De Vito. Nel mese di luglio, l’8 luglio alle ore 19:00 al Binario della Solidarietà, verrà proiettato il documentario d’inchiesta di Karim Shah “Gaza: Doctors Under Attack”, in collaborazione con Medici di Strada e Sanitari per Gaza. La rassegna si chiuderà il 22 luglio alle ore 21:30 in Piazza Mercato con le “Serate di Nomadelfia”, uno spettacolo gratuito di teatro, musica e danza volto a testimoniare un modello concreto di condivisione, accoglienza e fraternità tra i popoli.

 

di Adriano Affinito

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