Connettiti con noi

News

Il lavoro è dignità: don Mimmo Battaglia celebra la festa dei lavoratori tra le stoffe e gli artigiani di Kiton

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

Le macchine da cucire si sono fermate, lasciando spazio al silenzio e alla riflessione. Stamattina, nei laboratori della Kiton ad Arzano, la Chiesa di Napoli ha scelto di anticipare la celebrazione di San Giuseppe Lavoratore portando l’altare laddove nasce l’eccellenza del “fatto a mano”. Circa 400 lavoratori si sono ritrovati fianco a fianco tra le navate di tessuti pregiati per la Santa Messa presieduta dal Cardinale don Mimmo Battaglia.

L’iniziativa, coordinata dal Servizio diocesano di pastorale sociale e del lavoro insieme alla parrocchia dello Spirito Santo, ha trasformato uno dei simboli del riscatto industriale del territorio in un tempio della dignità umana. Ad accogliere il Cardinale sono stati i vertici dell’azienda – Maria Giovanna, Raffaella e Silverio Paone – custodi dell’eredità del fondatore Ciro Paone, l’uomo che nel 1968 scommise sulla sapienza sartoriale napoletana per conquistare il mondo.

Durante la celebrazione, don Mimmo Battaglia ha rivolto parole cariche di significato ai presenti, sottolineando come il lavoro debba essere sempre sinonimo di riscatto e mai di oppressione:

“Il lavoro non è una merce, ma è il prolungamento dell’opera creatrice di Dio e il fondamento della dignità umana. Celebrare qui, tra questi banchi dove l’ingegno e le mani si incontrano, significa ricordare che non può esserci vera economia senza la centralità della persona. Non rassegnatevi mai a un lavoro che toglie il respiro o la speranza: la Chiesa vi è vicina perché il diritto a un’occupazione giusta, sicura e dignitosa sia la priorità di ogni società che voglia dirsi civile. Ogni vostra creazione è un pezzo di bellezza che vince il degrado”.

La mattinata ha vissuto un secondo momento con la cerimonia ufficiale di intitolazione di Viale Ciro Paone (già Viale delle Industrie). Questa scelta non è arrivata dall’alto, ma è nata da una petizione spontanea degli stessi dipendenti della Kiton per onorare l’imprenditore che nel 1991 scelse Arzano come quartier generale, radicando l’azienda nel tessuto sociale locale e garantendo sviluppo a intere generazioni.

Presenti alla celebrazione anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e del mondo delle cooperative, a testimonianza di un dialogo necessario tra fede e vita quotidiana. In un territorio complesso come quello dell’hinterland napoletano, la giornata odierna ha rappresentato un segnale chiaro: la qualità del prodotto non può prescindere dalla qualità della vita di chi lo realizza. Kiton, con i suoi 800 dipendenti e la sua vocazione artigianale, resta l’esempio di una Napoli che non smette di ricucire con orgoglio il proprio futuro.

Agenda

medolla 1 giorno fa

Sport e inclusione: trasformare la disabilità in risorsa al servizio della collettività

Gravetti 2 giorni fa

LAVORO, LA GEN Z DICE STOP ALLA REPERIBILITÀ CONTINUA: 6 GIOVANI SU 10 RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE

Gravetti 3 giorni fa

DAL POMODORO ALLE CAGLIATE, L’INVASIONE “SILENZIOSA” CHE SOFFOCA IL MADE IN ITALY

Gravetti 6 giorni fa

I nonni con la valigia: over 75 emigrano per i nipoti e per migliori prestazioni sanitarie il DOSSIER

Salta al contenuto