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Antenne territoriali contro la violenza di genere, a Sant’Anastasia corner itineranti nei luoghi cittadini

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Un supporto itinerante per fare rete e per contrastare la violenza di genere. Perché il supporto passa per l’ascolto, e l’ascolto ha bisogno di luoghi che accolgano e custodiscano le richieste di aiuto. Prendono dunque il via le “antenne territoriali”, i nuovi corner di ascolto per prevenire e contrastare la violenza sulle donne, attraverso una rete organizzata e resa fruibile ai cittadini presso le farmacie del territorio. Nel corso dell’anno, questi spazi ospiteranno anche incontri, seminari e momenti di approfondimento curati dall’équipe del Centro Antiviolenza Estìa, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e della prevenzione.

Il progetto nasce con l’intento di cambiare il modo in cui una comunità affronta la violenza di genere, vale a dire non aspettando che il problema emerga, ma rendendo quell’aiuto visibile, accessibile e quotidiano, e che questo sia reale, concreto, a portata di mano, prima ancora che ne nasca il bisogno.
Dopo la presentazione avvenuta qualche tempo fa, il progetto “CAV in Tour” entra nella sua fase operativa con l’attivazione di nuovi punti di prossimità distribuiti sul territorio.

La modalità è semplice ed efficace: si tratterà di portare informazione e orientamento nei luoghi frequentati ogni giorno, come le farmacie del proprio territorio, trasformando questi spazi in corner riconoscibili dove potersi avvicinare senza timore in caso di necessità. In questi “angoli territoriali” sarà possibile trovare materiali utili, ma soprattutto instaurare un primo contatto, spesso decisivo per rompere il silenzio.

Questi spazi ospiteranno anche incontri, seminari e momenti di approfondimento, curati dall’équipe del Centro Antiviolenza Estìa, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e della prevenzione. Progetto organizzato da Comune di Sant’Anastasia e dell’Ambito Territoriale N25, in collaborazione con la cooperativa sociale Proodos e gli altri partner impegnati sul tema.

E in effetti il valore sociale dell’iniziativa sta proprio nella sua capacità di accorciare le distanze. Per molte donne, chiedere aiuto non è solo una questione di servizi disponibili, ma di condizioni emotive, culturali e meramente pratiche, che spesso involontariamente si trasformano in vere e proprie barriere. L’obiettivo finale è costruire una consapevolezza generale che possa coinvolgere non solo le potenziali vittime, ma l’intera comunità. Parlare di prevenzione, in questo contesto, significa lavorare sulle relazioni, sui comportamenti e sulla capacità collettiva di riconoscere e contrastare i segnali di violenza.

di Nadia Labriola

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