Lombrichi per depurare le acque reflue. L’Italia partner del progetto INNOQUA INNOVAZIONE SOCIALE

Purificare le acque di scarico sfruttando le capacità ‘depurative’ di lombrichi, zooplancton e microalghe. Si ispira ai processi che avvengono in natura INNOQUA – Innovation for Wastewater Treatment, progetto europeo che mira a realizzare un sistema ecologico di trattamento delle acque reflue nelle zone del mondo in cui non esiste rete fognaria, come i Paesi in Via di Sviluppo e diverse aree rurali in Europa. Una soluzione integrata, green e a basso costo, pensata anche per le industrie con caratteristiche specifiche – come l’agricoltura e l’aquacoltura – e per i costruttori di case sostenibili.

INNOQUA è stato tra i progetti che hanno preso parte alla prima edizione di Innovation Village Award, premio istituito da Innovation Village – la fiera evento sull’innovazione prodotta dalla società napoletana Knowledge for Business, che si è tenuta dal 4 al 6 aprile scorso nel Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Portici) – e dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), in collaborazione con Inail Campania e ATIA-ISWA Italia. Proprio ATIA-ISWA, associazione che riunisce professionisti, imprese, Istituti di Ricerca e associazioni di categoria nazionali che operano nella gestione sostenibile dei rifiuti, il 4 aprile ha assegnato a INNOQUA il Premio “Green”, del valore di 3mila euro, per l’impatto positivo che darà all’economia circolare e alla salvaguardia dell’ambiente.

20 PARTNER NEL MONDO – Lanciato nel 2016 e cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, il progetto coinvolge 20 partner nel mondo, che stanno lavorando all’integrazione delle diverse tecnologie previste in un unico sistema modulare, ai test e alle dimostrazioni in condizioni reali. Per dimostrare la fattibilità a lungo termine in condizioni di uso reale, INNOQUA installerà siti pilota in 11 Paesi (Francia, Italia, Irlanda, Romania, Scozia, Regno Unito, Turchia, Ecuador, Perù, India e Tanzania). «Il progetto prevede l’utilizzo dei lombrichi per una prima depurazione delle acque e in seguito l’utilizzo della Daphnia, una sorta di plancton d’acqua dolce che riduce i solidi sospesi ed elimina i batteri patogeni», spiegano a Comunicare il Sociale Domenico Perfido e Mario Cortese di R2M Solution s.r.l., società di consulenza integrata e multidisciplinare di Pavia e partner italiano dell’iniziativa, che si sta occupando di migliorare l’impatto del sistema di trattamento delle acque sul mercato e sta guidando la fase di dimostrazione in ambiente non controllato a Vasto Marina (Chieti).
Gli step successivi sono la Bio-Solar purification, tecnologia di purificazione solare biologica che combina degradazione dei rifiuti organici, rimozione di composti pericolosi disciolti e distruzione di contaminanti fecali in appositi foto-bioreattori, utilizzando la luce solare e la Co2 per intensificare i processi di fotosintesi naturali, e la UV Purification, che unisce la più recente tecnologia in termini di lampade UV in combinazione con reattori di nuova generazione, appositamente studiati per ricreare condizioni idrodinamiche ottimali. «La soluzione non necessita di manutenzione né di energia elettrica ma, in base a come viene installata, richiede eventualmente la pendenza o un sistema di pompe idrauliche – aggiungono Cortese e Perfido –. I test che abbiamo fatto negli ultimi tre anni, dimostrano che la depurazione effettuata da INNOQUA ha un impatto ambientale minore rispetto a quella degli impianti tradizionali, oltre che una migliore efficienza energetica».

di Paola Ciaramella